Lisa Angiolini, ai Campionati Italiani Assoluti primaverili di Riccione che si sono svolti dal 31 marzo al 3 aprile, ha centrato una doppia qualificazione per gli Europei di Budapest nei 200 e 100 rana. Si è raccontata ai nostri microfoni parlando del futuro, del sogno Olimpiade, della rana italiana e di come è iniziata la sua esperienza in acqua.

Da sinistra Lisa Angiolini, Francesca Fangio e Ilaria Togni nel podio dei 200 rana ai Campionati Italiani Assoluti primaverili di Nuoto 2021 (foto Giorgio Scala/Deepbluemedia/Insidefoto)

NUOTO, LISA ANGIOLINI SI RACCONTA: “NON AVREI MAI PENSATO AL DOPPIO PASS EUROPEO”

Il doppio pass europeo per i 200 e i 100 rana non me lo sarei mai aspettato. Certo, mi fossi messa allenata con più impegno negli anni precedenti forse la soddisfazione me la sarei potuta togliere con qualche anno d’anticipo”. Lisa Angiolini stenta ancora a crederci. Ai Campionati Italiani Assoluti primaverili, andati in scena a Riccione dal 31 marzo al 3 aprile, ha centrato due qualificazioni europee, le prime della sua carriera. Per lei che, a venticinque anni, non era mai entrata nel giro della nazionale, adesso sognare Tokyo e l’Olimpiade non è più impossibile, anche se non bisogna pensarci troppo.

Pass per gli Europei di Budapest e secondo posto nei 200 rana, pass per gli Europei e quarto posto nei 100 rana. Sono due traguardi che ti aspettavi prima di tuffarti in acqua? «Sinceramente no, soprattutto nei 100. Ero partita convinta di stare bene in acqua e volevo far bene. Pensavo di migliorare qualche centesimo in tutte le gare, ma non mi sarei mai aspettata questi tempi. Nei 200 la possibilità di fare il tempo c’era, nei 100 non sapevo nemmeno quanto fosse (ride, ndr), per cui mi sono detta di provarci. La mattina mi ha fregato un po’ l’ansia, ma comunque sono riuscita a entrare in finale, e prima della gara del pomeriggio mi sono detta “vada come vada”. Fortunatamente è andata».

Adesso come cambia la preparazione in vista di Budapest? «Con il mio allenatore, Gianluca Valeri, abbiamo deciso di fare una settimana di ripresa post assoluti, con più chilometri e meno intensità. Questa settimana ho un po’ ripreso l’intensità, soprattutto nei 200, mentre da settimana prossima farò tutti i giorni una doppia seduta e poi tornerò a scendere fino alla partenza per gli Europei. Diciamo che è lo stesso programma che ho fatto prima degli assoluti ma un po’ più ristretto come tempistiche».

Europei che saranno anche la tua prima esperienza in nazionale. «Ho un po’ d’ansia per le gare, che disputerò in un ambiente nuovo. Inoltre essendo una matricola, avrò dei “trattamenti speciali” ai capelli, per cui speriamo che al rientro in Italia i parrucchieri siano aperti. Se mi fanno i capelli verdi come faccio ad andare in giro?!».

Il tempo che hai fatto registrare a Riccione nei 200 rana è il 23° stagionale a livello mondiale. Il pass per Tokyo dista poco più di un secondo: ora sogni la qualificazione? «Ci spero, ma meglio volare bassi. Non voglio fare come a Riccione la mattina, dove mi sono fatta prendere dall’ansia. Soprattutto perché a Budapest potrei innanzitutto non rientrare in semifinale, e poi perché anche la mattina il tempo mi varrebbe. Quindi meglio togliersi subito il dente e giocarsi il tutto per tutto dalla prima bracciata».

Il rinvio di un anno degli Europei a causa del Covid ti ha in un certo senso avvantaggiata nel cercare la qualificazione? «Non lo so, forse sì. Anche anno scorso, prima del lockdown, stavo bene in acqua e facevo tempi buoni. Probabilmente sarei riuscita a fare il tempo per gli Europei in ritardo, magari al Settecolli o alle gare di agosto. Il rinvio mi ha invece permesso di ottenerlo un anno dopo e, soprattutto, in tempo».

Hai avuto difficoltà nell’allenarti in questo ultimo anno? Molte piscine e palestre non hanno riaperto e lo sport è stato uno dei settori più penalizzati. «La mia fortuna è stata che la piscina dove mi alleno a Poggibonsi è gestita dalla società per cui nuoto, la Virtus Buonconvento. Fatta eccezione per il primo lockdown quindi sono sempre riuscita ad andare in acqua. Abbiamo dovuto ristringersi, questo sì. Sono stati fatti due gruppi per dare la possibilità anche ad altre società di venire ad allenarsi da noi in sicurezza, quindi con distanze interpersonali e spogliatoi separati. Per quanto riguarda il lavoro in palestra invece, la mia preparatrice Margherita Forconi ha una palestra privata, per cui mi sono sempre riuscita ad allenare».

Nei 100 e nei 50 rana sei stata la prima delle umane, visti i tempi registrati da Martina Carraro, Arianna Castiglioni e Benedetta Pilato. Come ti spieghi questo livello sempre più alto della rana veloce italiana al femminile? «L’arrivo improvviso ad alti livelli di Benedetta ha sicuramente influito nelle prestazioni di Marina e Arianna. Non erano più solo loro due a giocarsi l’oro e le qualificazioni olimpiche, ma c’è stata anche una terza atleta molto giovane che non solo si è presentata in acqua con ottimi tempi dalle prime uscite, ma si è sempre migliorata tantissimo, riuscendo anche a vincere un argento ai Mondiali in vasca lunga e un oro agli Europei in vasca corta nel 2019. Questo credo abbia portato nuovi stimoli sia a Martina che ad Arianna, perché se Benedetta non avesse nuotato quei tempi forse non avremmo visto questo livello adesso. Sono state “costrette” a migliorarsi».

E al maschile?«Nicolò Martinenghi cresce di gara in gara, e adesso si allena per migliorare se stesso in Italia, visto che il record italiano è suo. Non è mai sazio, si è innescato un meccanismo dentro di lui per cercare di migliorare in continuazione: non è scontato».

Hai legato in modo particolare con qualcuno di questi atleti? «Non avendo mai partecipato a un grande evento con la nazionale ci sono state poche occasioni. Qualche parola sul piano vasca prima degli assoluti, ma poco altro. Diverso invece il discorso con Francesca Fangio (che ha vinto i 200 rana agli assoluti proprio davanti a Lisa Angiolini, ndr). Ci conosciamo da circa 15 anni. È toscana come me, anche se di Livorno, ma abbiamo fatto quasi sempre le stesse gare. Abbiamo fatto anche qualche manifestazione insieme, per cui c’è stata più possibilità di conoscerla».

“MI HANNO BUTTATA IN ACQUA E NON SONO PIÙ USCITA. SE MI FOSSI SVEGLIATA PRIMA…”

Lisa Angiolini prima della gara (foto FB Swim4Life)

La tua passione per il nuoto come e quando nasce? «Non nasce per mia volontà: non avevo nemmeno un anno quando mi hanno “gettato” tra le braccia della cugina di mia madre, che è istruttrice. Mi sono ritrovata in acqua e ci sono sempre stata. Ho dovuto smettere un paio d’anni, quando ne avevo 13, per un problema alla spalla, e mi avevano detto che mi sarei dovuta assolutamente operare altrimenti non sarei riuscita a riprendere lo sport. Fortunatamente, grazie al mio allenatore non sono dovuta andare “sotto i ferri”, anche se nel periodo di stop mi sono sentita un po’ vuota e persa. Da quando sono rientrata in acqua, comunque, non ho più smesso».

Perché proprio la rana? «Se avessi potuto scegliere non l’avrei scelta! (ride, ndr) È però lo stile che mi viene meglio e naturale».

Cosa diresti alla Lisa che hanno “gettato” in acqua a meno di un anno e che non è più uscita?«Le direi di mettere la testa a posto con qualche anno d’anticipo. Se mi fossi svegliata un po’ prima magari avrei ottenuto qualcosa di più ma non è detto: chi può dirlo? È andata bene così, sono felice».

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Gabriele Burini
Studente di lingue e culture straniere all'Università di Perugia. Volevo fare il calciatore, mi sono dovuto accontentare di raccontare lo sport

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