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Una sorridente Rossella Gregorio sulla strada per Rio 2016 (foto Augusto Bizzi)

L’atmosfera dei giochi olimpici, Rossella Gregorio, l’aveva già assaggiata nel 2008, in occasione dell’edizione di Pechino. Allora, però, poco più che diciottenne, andò solo come sparring partner di Gioia Marzocca e Ilaria Bianco, le due azzurre in gara allora. Fra poco più di un mese, invece, la grintosa ventiseinne salernitana il sogno lo vivrà in prima persona.

L’abbiamo sentita a pochi giorni dal ritorno dagli Europei a Torun: due gare deludenti per lei e per i colori azzurri, con la speranza di riscatto nell’occasione più importante. Ma, prima di gettarsi a capofitto nella preparazione olimpica, un po’ di relax al mare.

Rossella, un Europeo sotto le aspettative, ti preoccupa in vista Rio?

In realtà mi preoccupa relativamente. Non credo che una gara faccia la differenza, nel bene o nel male. Era una di tappa di passaggio, per me come per tutte le altre ragazze. Continuo a credere nel lavoro che stiamo facendo e penso che stiamo raccogliendo, sia come squadra, sia a livello individuale, molto meno di quanto meritiamo. Speriamo di rifarci nell’occasione più importante.

Come ti stai preparando a vivere la tua prima volta olimpica?

L’Olimpiade è un sogno che in molti inseguono ma che solo in pochi riescono a coronare, per cui credo che sia giusto viverla godendosi la bellezza di questo momento. È vero, è la gara che tutti vorrebbero vincere, ma credo che si debba viverla con serenità perché è un momento particolare della carriera di un atleta, soprattutto quando è la prima volta. Ovvio, c’è tanta tensione e tanta pressione, però in questo momento la voglio vivere ancora con serenità, e cominciare a preoccuparmi solo quando il momento si avvicina.

Ti sei già fatta raccontare da qualche tua compagna che l’ha già vissuta cosa è un’Olimpiade o aspetti di scoprirlo tu?

In realtà non mi sono mai fatta raccontare nello specifico cosa vuol dire vivere un’Olimpiade, perché credo sia un’esperienza che ognuno vive singolarmente e sotto prospettive diverse. Alle Olimpiadi ero già stata nel 2008, anche se avevo fatto da sparring, e quindi non ero stata ad esempio nel villaggio Olimpico. Però in parte so già cosa vuol dire essere a un’Olimpiade. Ora viverla di persona sarà tutta un’altra cosa.

Respirerai l’aria del Villaggio. C’è qualche tuo idolo che sogni di incontrare e con cui magari scambiare due chiacchiere?

Sarà un’atmosfera unica. CI saranno tutti i più grandi campioni dello sport e questo è una cosa bellissima, perché non ci saranno solo le stelle internazionali ma anche molti atleti italiani fortissimi. Sicuro chiederò qualche foto a qualcuno, a ma non ho – diciamo così – degli obiettivi ben precisi (ride, ndr). Anche perché io sono una ragazza abbastanza riservata e non sono tipo da fermare le persone famose per chiedere foto e autografi.

Se ti chiedessi di scegliere un tuo momento olimpico preferito, cosa mi risponderesti?

Mi viene in mente come vittoria della scherma, la medaglia d’oro di Matteo Tagliariol nella spada maschile a Pechino. Il giorno prima ero lì con lui nel centro di allenamento, e mi ricordo che era serenissimo perché si sentiva pronto per vincere. E il giorno dopo fece una gara perfetta, ma fu impressionante la consapevolezza che questo ragazzo aveva fin dal giorno precedente la gara. Fra l’altro di quella olimpiade ho un altro ricordo bellissimo, anche se non legato alla scherma: fu un allenamento dei ragazzi della pallavolo di Italia e Russia a cui ebbi la fortuna di assistere. Fu spettacolare e tutti quei ragazzi si dimostrarono simpaticissimi e assolutamente alla mano.

E le imprese olimpiche che più ti hanno colpito?

Sarò di parte, ma indubbiamente il terzo posto di Valentina Vezzali a Londra. Non ho mai visto esempio più eclatante di agonismo e voglia di vincere come in quell’assalto. Se devo uscire dalla scherma, ti dico le vittorie di Bolt e la medaglia d’oro della Pellegrini a Pechino.

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