Un insperato bronzo agli europei e un quinto posto al torneo di Baku da poco concluso.
Sono questi i numeri di Fabio Basile, judoka classe ’94 ormai vicino alla qualificazione alle Olimpiadi di Rio, anche se sarà l’imminente torneo di Almaty a decretare l’ultima parola.
Il giovane azzurro, che ha superato nelle graduatorie molti atleti più esperti tra i quali Elio Verde, sta riuscendo nella clamorosa impresa di qualificarsi a Rio 2016 avendo disputato solo 5 gare.
Ecco quali sono le sue sensazioni, raccontate nella nostra intervista, alla vigilia dell’ultimo torneo stagionale.
- Terzo posto agli europei, quinto a Baku. Pensi sia un passo indietro?
- Ho iniziato la gara con un infortunio pesante alla caviglia. Al terzo incontro agli europei ho subito una lesione ai legamenti, forse di secondo grado. A Baku non ero in gran forma: più o meno al 40%. Ero abbastanza devastato anche perché venivo da 4 appuntamenti di seguito. Per come stavo fisicamente, il quinto posto non è assolutamente un rammarico.
- Come sei messo per la qualificazione a Rio?
- Sono stato fermo 3 anni e ho iniziato la qualificazione a Rio molto tardi. Murakami, il nostro direttore tecnico, ha poi deciso di mettermi tra i big. Ora rientro tra i qualificati perché sono salito di 6 posizioni. Bisogna vedere al Gran Prix di Almaty come vanno gli atleti appena sotto di me in graduatoria. Per ora sono tranquillo ma non si sa mai. È uno sport dove ogni attimo è decisivo ed è facile montarsi la testa dopo qualche buon risultato. Ho fatto un miracolo perché normalmente qualificarsi in 5 gare è quasi impossibile.
- Quali sono i prossimi appuntamenti?
- Almaty è l’ultimo appuntamento. Se arrivassi tra i primi due entrerei addirittura nei top 16 e ciò mi permetterebbe di andare a fare un torneo ulteriore in Messico. Io ci credo sempre.
- Cosa pensi del judo italiano, anche in virtù degli ultimi risultati dei tuoi compagni e delle tue compagne?
- Dal punto di vista maschile, se la preparazione fosse andata diversamente fin dal 2013, si sarebbero potuti qualificare in tanti: Esposito, Parlati, Manzi, Marconcini, ma anche gli infortunati Regis e Facente. Questo è il mio parere. Ora come ora sono l’unico che ha concrete chance di andare a Rio.
- Hai già ottenuto risultati importanti in carriera. Qual è il più bello?
- Il recente bronzo agli europei senior perché davvero non me l’aspettavo e il terzo posto al mondiale under 21 quando avevo 16 anni.
- Quante ore ti alleni al giorno?
- In media tre ore al giorno intensive. Io do sempre al 100% anche in allenamento. Quando salgo sul tatami vado a palla, altrimenti nemmeno salirei!
- Se ti dico “Olimpiadi” qual è la prima cosa che ti viene in mente?
- I miei sacrifici e quelli dei miei genitori per arrivare fino a qua. Io do tutta la mia vita per realizzare a questo sogno. Ma devo ringraziare anche il mio maestro, la mia ragazza e i miei amici.
- Cosa pensi della scelta di Pellegrini come portabandiera?
- È una scelta giusta. La stimo per la sua esperienza. È una grande atleta.
- Chi è Fabio Basile al di fuori del tatami?
- So molto dividere il judo dalla vita normale. Una volta che scendo dal tatami sono un’altra persona. Scherzo e rido sempre, anche se passo il mio tempo con poche persone e mi piace anche stare da solo.