Con una sola sconfitta nel match d’esordio, l’Italia di Evani passa un girone non facile come seconda. Agli ottavi affronterà la migliore del Girone E.

L’esultanza di Riccardo Orsolini, al suo secondo gol in questo mondiale (fonte: account Twitter VivoAzzurro)

PAREGGIO E “POLEMICA”: L’ITALIA PASSA IL GIRONE

È già un risultato migliore di quanto raccolto dai colleghi dell’Under 17 all’Europeo: gli Azzurrini passano un difficile Girone ai Mondiali U20 di Corea. Un successo arrivato oggi nell’ultima gara di questo primo turno, contro il Giappone del baby fenomeno Takefusa Kubo, il cui ingaggio a soli 10 anni costò caro al Barcellona.
Kubo però oggi non ha segnato: anzi, non è nemmeno entrato in campo. Ha seguito dalla panchina il pareggio che ha portato entrambe le squadre a passare il turno: Italia seconda e Giappone tra le migliori terze. Un 2-2 che ha suscitato qualche polemica, anche a causa del non-gioco nel finale di partita: minuti interi di melina tra difensori e portiere, con nessuna delle due Nazionali che aveva la minima intenzione di provare a vincere.

Un “biscotto” dei più classici, ma che sembrava impensabile a inizio partita, quando l’Italia si era portata sul 2 a 0 in appena 7 minuti: Orsolini al 3′ e poi Panico al 7′ sembrano indirizzare la gara sui binari di una goleada, che Favilli poco dopo sfiora divorandosi la palla del 3-0. Ma il Giappone è terra di guerrieri che non mollano mai, e appena dopo i 20 minuti di gioco Doan accorcia le distanze, per poi cancellarle del tutto al 50′. La partita finisce in quel momento: tutto il resto del secondo tempo è uno “spettacolo” che nessun tifoso vorrebbe mai vedere, soprattutto durante una partita in cui i giovani dovrebbero mostrare lampi del loro possibile futuro.

Ora gli Azzurrini attendono il verdetto del Girone E, che dirà chi sarà la vincitrice del gruppo e di conseguenza il prossimo avversario dell’Italia agli ottavi: attualmente ad essere prima è la Francia, un avversario difficile a cui basterebbe solo un pareggio per rimanere in testa e per affrontarci nell’ennesimo “derby delle Alpi”.

TRA VAR-O DIFFICILE E PROVA DI FORZA COL SUDAFRICA, LE ALTRE DUE PARTITE DELL’ITALIA

Non è stato comunque facile qualificarsi, con un esordio amaro che ha visto gli Azzurrini perdere contro il fortissimo Uruguay 1-0 grazie alla punizione perfetta di Rodrigo Amaral nella ripresa, dopo un primo tempo dominato dai sudamericani contro un’Italia forse troppo spaventata e che ha accennato una timida reazione solo nella seconda frazione, con Ghiglione che spreca l’occasione più ghiotta a pochi minuti dal termine.

Certo, il passivo poteva essere più ampio se Zaccagno non avesse fatto gli straordinari, parando un rigore calciato dal capitano de La Cruz. Rigore assegnato dalla VAR, ma che (come già successo) ha destato moltissime polemiche: Ardaiz viene trattenuto per le spalle da Scalera. Nonostante ciò, riesce a calciare in porta e, incurante del “fallo”, si getta sulla respinta di Zaccagno. Sarà l’arbitro, con l’ausilio della moviola, a fermare il gioco, ammonire Scalera ed assegnare un rigore di cui non si sentiva la necessita.

Ben diversa è stata la musica nella seconda partita, contro il Sudafrica sconfitto all’esordio dal Giappone (2-1 per i nipponici): una partita che nessuna delle due formazioni poteva sbagliare, ma che alla fine ha premiato l’Italia degli “juventini” Orsolini e Favilli. Sono loro due a seminare il panico nella difesa africana, scaldando più volte i guantoni del portiere Mpoto subito in apertura. Ed è sempre Orsolini al 23′ a procurarsi (e a trasformare) il rigore del primo gol Azzurro in questo Mondiale, prendedosi un fallo al limite da Meyiwa.

È più o meno lo stesso minutaggio, ma nella ripresa, quando Favilli, con un’eccezionale stacco di testa, pone il sigillo su una gara quasi perfetta, macchiata solo dal brutto infortunio di Barella, che cadendo si frattura il polso e finisce qui la sua competizione.

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Giornalista in erba, sono un appassionato di sport, con un occhio di riguardo per il calcio (banale!) e la boxe.

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