MILANO, dal nostro inviato
Tre medaglie, tre metalli diversi e tre storie da raccontare. L’Italia inizia così le sue Olimpiadi, con una giornata indimenticabile

LA RIVINCITA E IL SORRISO D’ORO DI FRANCESCA LOLLOBRIGIDA
A volte un sorriso a trentadue denti e una corsa a perdifiato per abbracciare il proprio bambino, possono raccontare un’impresa più di ogni altra cosa. Francesca Lollobrigida, l’ha ammesso lei stessa, era arrivata alle Olimpiadi dopo “la peggior stagione della mia vita”. Proprio dopo che si era portata sul tetto del mondo, infatti, un’infezione virale le aveva strappato dei mesi decisivi nella preparazione dei Giochi di Milano-Cortina 2026. Ne va da sé, dunque, che le aspettative della pattinatrice romana si fossero abbassate: “Sono venuta qui pensando di puntare al bronzo, ci eravamo detti questo col mio allenatore. Mentirei se vi dicessi che mi aspettavo un oro”. Invece, ecco un’impresa sensazionale, da gotha del pattinaggio mondiale e olimpico. I 3000 metri, che hanno inaugurato lo Speed Skating Park di Rho Fiera a livello competitivo, si sono trasformati in un’apoteosi a tinte azzurre.
Sorteggiata nell’ottava batteria, l’azzurra è partita a razzo contro la canadese Valerie Maltais (poi bronzo), per poi farsi superare con maestria tattica e prenderle quella scia necessaria per un rush finale ingiocabile. Con tre giri intorno ai 31 secondi nella fase finale, mentre tutte le avversarie arrancavano (con le olandesi out dal podio), Lollobrigida decollava: oro, record olimpico e vittoria col tempo di 3.54.28. Alle avversarie restava la polvere, all’Italia la prima vittoria nei Giochi di Milano-Cortina. Per Francesca, un sorriso enorme, un abbraccio al suo bambino e la doppia soddisfazione di vincere un Mondiale e un’Olimpiade dopo la maternità. Una sfida vinta.
LA DISCESA DEI RECORD: FRANZONI E PARIS SUL PODIO
Continua a sfumare l’oro olimpico nella discesa maschile, che manca da Zeno Colò e dal 1952, ma la prova regina a Bormio ci ha comunque consegnato una gara indimenticabile. Alle spalle del dominio di Franjo von Allmen e davanti alla delusione-Odermatt (4°), infatti, ecco due azzurri dalle storie agli antipodi: il rampante Franzoni, autore di una crescita vertiginosa da novembre in poi, e il veterano Paris nell’ultima Olimpiade della sua carriera. Giovanni che dedica la medaglia d’argento al compianto Matteo Franzoso, suo amico e compagno di stanza nei ritiri dello sci alpino che è scomparso durante gli allenamenti invernali per una caduta. Domme che invece festeggia, con qualche malcelata lacrima, la prima medaglia olimpica (di bronzo) a chiudere una carriera straordinaria. Entrambi, ora, cercheranno il bis in Super-G. Non prima di aver tifato per le azzurre: Goggia e la rientrante Brignone ci regaleranno un sogno a Cortina?
L’IMPRESA DEL CURLING, IL RECORD DI MATTEOLI. E IL PATTINAGGIO…
Mentre l’Italia arrancava nello skiathlon femminile, gli azzurri sognavano il clamoroso poker di medaglie in serata. Nello snowboard Big Air, infatti, Ian Matteoli chiudeva quinto dopo aver stazionato a lungo in 3a posizione. In una gara dominata dagli atleti asiatici e oceanici, l’unico azzurro e unico europeo sognava in grande col miglior risultato di sempre nella disciplina. Solo qualche errorino nei due tentativi “a punto”, di fatto, lo privava di uno storico bronzo alle spalle del duo giapponese Kimura-Kimata. Impresa invece per Stefania Constantini e Amos Mosaner nel curling, dopo il ko mattutino con la Svezia: perdere anche con la Norvegia, avanti 5-4 con l’ultimo tiro a favore nell’end conclusivo, avrebbe significato eliminazione. Gli azzurri, invece, sfoderavano un capolavoro: mano rubata e vittoria per 6-5 sul gong.
Le chances di semifinale e il sogno-medaglia restano vivissimi dunque per il doppio misto del curling e non solo. Domani sogneranno Dominik Fischnaller nello slittino (3° dopo due manches), il 45enne Roland Fischnaller nello snowboard, la staffetta mista del biathlon e il Team Event del pattinaggio di figura. Grassl e compagni, infatti, sono terzi prima delle routine conclusive: una medaglia avrebbe lo stesso sapore di quella, storica, nella ginnastica artistica a Parigi 2024.






