MILANO, dal nostro inviato
Ci sono giornate indimenticabili, in un’Olimpiade, e il 15 febbraio rientra tra loro. L’Italia ha infatti cancellato i record di Lillehammer 1994, con un poker di podi

L’ITALIA CANCELLA LILLEHAMMER: RECORD DI MEDAGLIE E DI ORI
Il momento era atteso da giorni, da quando l’Italia aveva raggiunto quota 18 medaglie in sette giorni. C’era poi stato un passo falso nella giornata di ieri, ma tutti si aspettavano di battere il record di podi di Lillehammer (20) entro domenica sera. Un traguardo storico e impensabile, prima del via delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, che invece è stato raggiunto con una clamorosa escalation di risultati e un grandissimo anticipo. Il 15 febbraio 2026 è diventato il giorno del sorpasso in modo clamoroso, con quattro medaglie nel giro di due ore: da 18 si è passati a 22 podi, cancellando in tutto e per tutto Lillehammer. Battuto, infatti, anche il record di ori: da 7 a 8, grazie alla doppietta Brignone-Vittozzi. Milano-Cortina è l’Olimpiade dei record azzurri: quello di Arianna Fontana, che già domani può superare Mangiarotti, quello dell’Italia nei Giochi invernali e il primo storico oro del biathlon. Come se non bastasse, sono già nove le discipline a medaglia: non era mai successo.
QUATTRO MEDAGLIE IN DUE ORE, DUE ORI IN 45′: LO SVILUPPO DEL RECORD
Tutto è iniziato intorno alle 13, quando l’Italia ha rinverdito il medagliere dello sci di fondo. Gli azzurri Graz, Barp, Car0llo e Pellegrino, portabandiera e ultimo frazionista con una strepitosa rimonta, hanno infatti consegnato al nostro paese uno storico bronzo nella staffetta 4×7.5km: non si andava a podio nella disciplina dall’oro di Torino 2006, un’altra Olimpiade in casa. L’Italia ha così “visto” il record di Lillehammer, per poi agganciarlo intorno alle 14.25 con lo slalom gigante di Federica Brignone. Un autentico capolavoro della valdostana, che diventa la prima sciatrice a vincere Super-G e gigante negli stessi Giochi, e nel panorama mondiale eguaglia il medesimo risultato ottenuto (al maschile) da Alberto Tomba e il suo numero di medaglie olimpiche (cinque), superando Deborah Compagnoni. Fede ha fatto tutto questo a dieci mesi dall’infortunio che poteva costarle la carriera, e ha trionfato dominando la prima manche e gestendo nella seconda, vinta con 64/100 sul duo Hector-Stjernesund.
Poi è stata la volta del sorpasso, arrivato dieci minuti dopo: snowboardcross misto, medaglia d’argento di Lorenzo Sommariva e Michele Moioli. Da un lato la calma del veterano Sommariva, bravo a evitare contatti, ma anche eccessivamente prudente. Dall’altro l’esuberanza di Moioli, capace di rimontare un secondo di svantaggio in semifinale e sette decimi nella finalissima, centrando l’argento e la terza medaglia dello snowboard a Milano-Cortina 2026. Infine, lo storico oro del biathlon e di una strepitosa Lisa Vittozzi, che ha stabilito (per ora) il numero di 22 medaglie come nuovo record azzurro: otto d’oro, quattro d’argento e dieci di bronzo. Lisa partiva dal quinto posto, dopo la sprint del biathlon, e con quaranta secondi di ritardo. Strepitosa sugli sci (secondo tempo dietro Wierer, salita da 44a a 9a) e impeccabile al tiro, con venti bersagli centrati su venti, l’azzurra ha risalito la classifica e ha vinto con quasi mezzo minuto. Il biathlon non aveva mai trionfato ai Giochi, oggi ci è riuscito: bottino di due ori, un argento e un bronzo in due ore esatte.
PERGHER E DELLA MEA, I QUARTI POSTI CHE BRUCIANO
Nella giornata degli ottimi segnali di Giacomel e Wierer (pur senza medaglie) e del sesto posto nello skeleton del duo Fumagalli-Bagnis, le medaglie hanno rischiato addirittura di diventare sei. Due sorprese hanno infatti rischiato di tenere l’Italia col fiato sospeso: da un lato Lara Della Mea in gigante, dall’altro Serena Pergher nei 500m del pattinaggio di velocità. La sciatrice azzurra è risalita dalla 15a alla 4a posizione con un’enorme manche, chiudendo quarta per soli 5/100: sfortuna doppia, perché il doppio argento di Hector e Stjernesund l’ha privata dell’eventuale bronzo. Pergher, outsider assoluta, ha disputato una grandissima prova e ha chiuso a soli 3/100 dalle medaglie, nella gara dominata dall’olandese Femke Kok davanti alla quotata connazionale Jutta Leerdam. Nessun rammarico però, l’Italia chiude la giornata con un enorme sorriso e si prepara a dei nuovi successi, che potrebbero arrivare già domattina dallo short track…







