MILANO, dal nostro inviato

L’Italia chiude con tre medaglie e una giornata emozionante, soprattutto nello skicross: azzurri a quota 30, ma quarti nel medagliere

LA FAVOLA SKICROSS: DEROMEDIS D’ORO, TOMASONI D’ARGENTO. LA DEDICA COMMUOVE

Nevicava copiosamente a Livigno, ma a un certo punto è spuntato il sole. Quel sole che era lì, ben visibile, sul casco di Federico Tomasoni. La dedica, tenerissima, alla compianta Matilde Lorenzi, sua fidanzata e sciatrice scomparsa nell’ottobre 2024, ha commosso tutti ed è stata una delle emozioni più belle di questi Giochi. L’Italia ha potuto così festeggiare una giornata storica, nello skicross maschile, con una doppietta fantastica. Sin dai quarti, Tomasoni e Deromedis hanno conquistato la qualificazione al turno successivo gareggiando a braccetto: partenza-sprint di Simone, rimonta e grande chiusura di Federico. I due si sono tolti anche il lusso di sprintare per la vittoria in semifinale, poi si sono giocati la finalissima contro lo svizzero Axel Fiva e il giapponese Satoshi Furuno. Qui il copione è stato quello che ha contraddistinto tutti i turni: fuga immediata di Deromedis, che si è reso imprendibile, e grande chiusura del compagno di squadra. Mentre Simone Deromedis sfrecciava verso l’oro, Federico Tomasoni conquistava un fantastico argento al fotofinish battendo Fiva per pochi centimetri: “Con me c’era anche Matilde”, dirà nel post-gara, dedicando in lacrime a lei la medaglia.  “Portare quel sole sul casco per Matilde era una cosa in più, nel cuore, nelle gambe. La nostra prima vacanza insieme è stata qui a Livigno, oggi gareggiavo col suo numero 17 e col sole sul casco per lei”. E, per lei, ha conquistato un podio da sogno. 

LA MASS START CHE DIVIDE: GIOVANNINI BRONZO, LOLLOBRIGIDA FUORI DAL PODIO

C’era grande attesa, nel giorno conclusivo, per la doppia mass start del pattinaggio di velocità. Rho Fiera ci ha regalato una medaglia, un quarto posto e una delusione: col doppio oro di Bergsma e Groenewoud, l’Olanda ha infatti scavalcato l’Italia e si è portata nella top-3 del medagliere per il maggior numero di medaglie d’argento (7 a 6). Gli azzurri hanno infatti conquistato solo il bronzo di Andrea Giovannini, una medaglia che vale come un oro per come si era dipanata la gara. Il gruppo ha sottovalutato la fuga-bidone dell’olandese Bergsma (40enne) e del danese Thorup, che si sono così giocati la vittoria. Giovannini è invece stato il migliore degli altri, con un ultimo giro sensazionale (23″1) e la vittoria nello sprint sul favoritissimo Jordan Stolz: bronzo e 30a medaglia per l’Italia, la 14a del metallo meno pregiato a fronte di dieci ori e sei argenti. Nulla da fare invece per Francesca Lollobrigida, sorpresa dalle rivali nel finale e troppo tardiva nel lanciare lo sprint. Per lei è arrivato un quarto posto che lascia l’amaro in bocca, anche se l’azzurra ha preferito spostare il focus sui traguardi raggiunti e sul doppio oro nei 3.000 metri e nei 5.000 metri. Sono state cinque le medaglie dello speed skating, tre d’oro e due di bronzo, 11 in tutto quelle della FISG: quattro ori, due argenti e cinque bronzi per distruggere il record di Pechino (otto).

LE ALTRE GARE: DELUSIONE BIATHLON, SCIALPINISMO GIÙ DAL PODIO

Non sono arrivate gioie dalle altre discipline, a partire dal biathlon. La mass start al femminile ci ha regalato solo il quinto posto di Dorothea Wierer, all’ultima gara in carriera e giù dal podio proprio quando avrebbe meritato di chiudere il suo percorso con una medaglia. Fatali i tempi non eccelsi sugli sci, mentre Lisa Vittozzi (18a) è stata condannata dagli errori al poligono. 20a e ultima posizione per Andreucci-Gatti nel bob a due, mentre domani Baumgartner e compagni inseguiranno la rimonta nel bob a quattro: sono quinti a pochi decimi dal podio, servirà un’impresa per scongiurare la tripletta tedesca. Nulla da fare nella 50km dello sci di fondo, dominata da Johannes Klaebo: sei su sei e dominio assoluto per il norvegese, massimo esponente di una nazione che ha conquistato 40 medaglie e 18 ori, ipotecando la vittoria nel medagliere. Italia a secco anche nello scialpinismo, col quinto posto nella staffetta: azzurri troppo lenti nei cambi d’attrezzatura, com’era successo nelle prove individuali. La penultima giornata ci vede dunque chiudere con una medaglia per metallo e salire a quota 30 podi, domani scopriremo se arriverà l’ultima ciliegina o meno. Poi, testa alla cerimonia di chiusura a Verona…

Marco Corradi
31 anni, un tesserino da pubblicista e una laurea specialistica in Lettere Moderne. Il calcio è la mia malattia, gli altri sport una passione che ho deciso di coltivare diventando uno degli Azzurri di Gloria. Collaboro con AlaNews e l'Interista

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