MILANO, dal nostro inviato
Giornata interlocutoria e senza medaglie per gli azzurri, aspettando i botti di fine Olimpiadi. Gli USA ci superano nel medagliere

Vittozzi con la Coppa della specialità individuale (Fonte: pagina Facebook ufficiale Biathlonworld)
MILANO-CORTINA, DAY 13: ITALIA A SECCO, SORPASSO USA NEL MEDAGLIERE
Non c’erano grandi chances per “muovere” il medagliere, nella giornata dell’Italia. Con Lara Naki Gutmann già fuori dai giochi-medaglia nel pattinaggio di figura, vinto da una strepitosa Alysa Liu, e il quinto posto di Daniele Di Stefano nei 1.500m del pattinaggio di figura, gli azzurri potevano già dirsi soddisfatti. In più, era arrivata la medaglia di legno dalla combinata nordica nella versione “lunga”, con Samuel Costa e Aaron Kostner a rimontare oltre mezzo minuto e chiudere in quarta posizione. Per il resto, il programma di giornata ha previsto la doppia eliminazione del curling femminile (annunciata) e maschile: bruciante quest’ultima, con gli azzurri che non sono riusciti a battere la Svizzera e centrare la top-4 in extremis. Ironia della sorte, gli imbattibili elvetici hanno poi perso in semifinale contro la Gran Bretagna: sarà lei a giocarsi il titolo, contro il Canada. Per il resto, la giornata è stata un’attesa di qualcosa che verrà: domani si assegneranno le ultime medaglie dello short track, coi 1.500m di Arianna Fontana e la staffetta maschile. E poi, la scommessa di Francesca Lollobrigida proprio sui 1.500m del pattinaggio di velocità, lo skicross femminile e la mass start maschile del biathlon: Giacomel è chiamato a riscattare un’Olimpiade opaca.
MILANO-CORTINA: LO SCIALPINISMO E UNA CHANCE PERSA
La giornata di giovedì era anche quella della curiosità per il debutto, nei Giochi, dello scialpinismo. Una disciplina che attira moltissimi appassionati e ha visto l’Italia dominare per anni, da qui la richiesta di aggiungerla al programma olimpico come sport “debuttante” nei Giochi. Il format scelto, però, è stato completamente sbagliato e lesivo della disciplina: mini-manches da tre minuti che non rappresentano un’arte nobile, e che vengono decise semplicemente da chi cambia più rapidamente gli attrezzi. L’Italia ha conquistato un quinto posto nella prova femminile, con Giulia Murada, e sono successe cose insolite: su tutte, il secondo oro invernale della Spagna nella gara maschile. Insomma, lo scialpinismo è stata un’enorme occasione persa e un flop: una disciplina snaturata per renderla, di fatto, immediata e televisiva.
L’ITALIA PENSA A VERONA: SCELTI I PORTABANDIERA
Mancano tre giorni di gare e tantissime potenziali medaglie, col sogno di arrivare a quota 30 podi e controsorpassare gli Stati Uniti, che ci hanno scavalcato oggi: guida la Norvegia con 16 medaglie d’oro, otto d’argento e dieci di bronzo, inseguono USA (9-12-6) e Italia (9-5-12). Azzurri terzi nel medagliere e nelle medaglie complessive, dunque, ma già proiettati verso la cerimonia di chiusura, quantomeno a livello mediatico e dirigenziale: quest’oggi il CONI ha annunciato i portabandiera che traghetteranno il vessillo all’Arena di Verona. La scelta è ricaduta su Davide Ghiotto, oro nell’inseguimento a squadre del pattinaggio di velocità, e su Lisa Vittozzi che ha regalato il primo storico successo al biathlon nelle Olimpiadi. “Scartata” Francesca Lollobrigida e probabilmente la sua assenza dal duo fa rumore, anche se era stata portabandiera nella cerimonia di chiusura a Pechino 2022.







