MILANO, dal nostro inviato

Sei medaglie in dieci ore, più qualche rammarico. La cronaca della giornata indimenticabile vissuta alle Olimpiadi

MILANO-CORTINA, SEI MEDAGLIE PER L’ITALIA: SI PARTE DA SOFIA GOGGIA

Tantissimi grandi appuntamenti concentrati nella stessa giornata, che hanno riscritto la storia delle Olimpiadi invernali azzurre: l’Italia non aveva mai ottenuto più di tre medaglie in una giornata, e oggi ne ha conquistate ben sei (un argento e cinque bronzi). Tutto è iniziato verso l’ora di pranzo, con l’attesissima discesa libera di Cortina d’Ampezzo. Mentre Federica Brignone si limitava al rodaggio per Super-G e gigante, chiudendo 10a, Sofia Goggia inseguiva il secondo oro a cinque cerchi. Una medaglia pregiatissima che è sfumata per qualche errore di troppo, col bronzo per la bergamasca a mezzo secondo da Breezy Johnson. Una particolarità, la statunitense: campionessa mondiale e olimpica senza aver mai vinto in CdM. Delusione per Sofia e tanta paura, dopo la tremenda caduta dell’amica Lindsey Vonn: per lei, in gara col crociato rotto, una frattura alla gamba e qualche ora sotto osservazione in terapia intensiva. L’impatto, d’altronde, era stato terribile e le urla strazianti.

MILANO-CORTINA, SEI MEDAGLIE IN UN GIORNO: DAL BIATHLON ALLO SNOWBOARD, CON UNA DELUSIONE

Sono state ben cinque le discipline coinvolte nella storica giornata azzurra. Dopo lo sci alpino ecco arrivare lo snowboard, ma non coi favoriti Bormolini e Fischnaller: bronzo per Lucia Dalmasso, vincitrice nella finalina tutta italiana per la terza piazza. Gli occhi si sono spostati in seguito sul biathlon, dove Wierer e Vittozzi hanno risollevato una staffetta che sembrava compromessa per i tanti errori (cinque) al poligono dei compagni al maschile: le azzurre hanno rimontato e, approfittando degli sbagli di Germania e Norvegia, hanno ipotecato un bellissimo argento alle spalle di un’impeccabile Francia. Argento per loro, bronzo dallo snowboard (con la delusione maschile) e bronzo anche dallo slittino. Dominik Fischnaller ha confermato la medaglia di quattro anni fa, restando terzo in tutte e quattro le manches con una regolarità invidiabile. Poi, scena al pattinaggio…

MILANO-CORTINA 2026, UNA GIORNATA E SEI MEDAGLIE: L’EPOPEA DEL PATTINAGGIO

Il tardo pomeriggio e la serata sono stati invece il teatro della rivincita del pattinaggio, che rischia di vivere un’Olimpiade molto simile a quella che ha riscritto la storia della ginnastica azzurra. Ieri Francesca Lollobrigida aveva stappato i Giochi azzurri con loro, mentre oggi è arrivata una sorpresa dai 5.000m maschili. Quando tutti si aspettavano Davide Ghiotto, in gioco nell’ottava batteria, ecco invece spuntare il talento Riccardo Lorello, che ha trionfato nella “sua” Rho Fiera conquistando un bronzo a sorpresa. Schierato nella terza batteria, l’azzurro ha sfiorato il record olimpico ed è stato superato solo nella nona serie dal campione norvegese Sander Eitrem e dal ceco Metodej Jilek, chiudendo terzo. Alle sue spalle proprio Ghiotto, il maestro sconfitto per tre decimi dall’allievo. In serata, invece, un altro momento da ricordare e incorniciare: la prima medaglia in assoluto nel Team Event del pattinaggio di figura. La squadra azzurra è stata perfetta e costante, difendendo la top-3 fino all’ultimo respiro: Matteo Rizzo ha così eseguito un free program perfetto, che ha blindato il quinto bronzo di giornata. Bronzo come le due precedenti medaglie nel pattinaggio: Fusar Poli-Margaglio (2002) e Kostner (2014). L’Italia dunque centrato sei allori: un argento e cinque medaglie di bronzo. E non è finita qui…

ITALIA TERZA NEL MEDAGLIERE, MA SVETTA IN UNA STATISTICA

Il medagliere non vede l’Italia al primo posto, ma al terzo: guida la Norvegia (3 O, 2 A, 1 B) davanti agli Stati Uniti (due ori e stop). Gli azzurri, che domani dovrebbero avere chances di podio solo nella combinata maschile (ora suddivisa tra due atleti differenti), sono però primi per numero di medaglie totali: nessuno ha ottenuto nove podi in due giorni, un dato che fa ben sperare nella rincorsa al record di Lillehammer (20 medaglie).

Marco Corradi
31 anni, un tesserino da pubblicista e una laurea specialistica in Lettere Moderne. Il calcio è la mia malattia, gli altri sport una passione che ho deciso di coltivare diventando uno degli Azzurri di Gloria. Collaboro con AlaNews e l'Interista

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