MILANO, dal nostro inviato

Il Brasile vince il primo oro, azzurri fermi a quota 18: deludono il biathlon e Sighel

LO STORICO ORO DEL BRASILE: BRAATHEN È GIGANTE

Vincere lo slalom gigante e, peraltro, vincerlo col pettorale numero uno. C’era riuscito Alberto Tomba e c’è riuscito Lucas Pinheiro Braathen, più slalomista che gigantista, in una giornata storica per le Olimpiadi invernali. Lo sciatore norvegese, che aveva annunciato il ritiro e si era fermato un anno per dei dissidi con la federazione scandinava, salvo poi ripartire con un team privato e la nazionalità brasiliana della madre, ha infatti riscritto l’albo d’oro dei Giochi. Non solo è arrivato il primo oro olimpico invernale per il Brasile, ma quella ottenuta oggi è la prima medaglia verdeoro nella stagione fredda, ed è la prima medaglia (e il primo oro) sudamericano ai Giochi invernali. Record su record, per un atleta che ha fatto qualcosa di straordinario: demolire Marco Odermatt rifilandogli 95/100 nella prima manche e difendersi nella seconda, su un tracciato insidioso e segnato. Braathen ha battuto due svizzeri e ora sogna la doppietta in slalom, lunedì l’appuntamento con la storia: out nella 2a manche Vinatzer (era 11°), out nella prima De Aliprandini e Kastlunger, col solo Franzoni all’arrivo per l’Italia (ovviamente staccatissimo).

MILANO-CORTINA: LA GIORNATA A VUOTO DELL’ITALIA

Capita sempre una giornata-no e l’Italia l’ha vissuta oggi, chiudendo senza medaglie. Nello skeleton femminile non c’erano speranze e anche in altre discipline, ad esempio la staffetta dello sci nordico (6a), ma tutti gli occhi erano puntati su due appuntamenti: la sprint femminile (7.5km) del biathlon e i 1.500m di Pietro Sighel nello short track. Quest’ultimo ha vissuto l’ennesima giornata da incubo: coinvolto in un contatto e caduto, non è stato avanzato d’ufficio come spesso accade ed è uscito nei quarti. Doppia delusione (1.000 e 1.500m) dunque per Sighel, chiamato a rifarsi con 500m e staffetta: la rabbia era forte, l’azzurro non si è presentato in mixed zone.

Nel biathlon, invece, solo Lisa Vittozzi ha retto la pressione tirando perfettamente: lenta sugli sci, probabilmente per i materiali, l’azzurra ha però chiuso 5a. Una buona posizione per l’inseguimento di domani, ma non abbastanza per una medaglia oggi: vittoria alla Norvegia, salita a dieci ori e 20 medaglie (leader nel medagliere e per podi). Malissimo invece Dorothea Wierer, che l’ha ammesso: “Peggior gara della mia carriera”, con tre errori al poligono e una bruttissima prestazione. Delusioni anche dal curling femminile e dall’hockey, sconfitto 11-0 dalla Finlandia. Un raggio di luce, invece, dal Big Air femminile: dopo il terribile infortunio, Flora Tabanelli si è qualificata in finale. Sarà una delle speranze, nei prossimi giorni…

Marco Corradi
31 anni, un tesserino da pubblicista e una laurea specialistica in Lettere Moderne. Il calcio è la mia malattia, gli altri sport una passione che ho deciso di coltivare diventando uno degli Azzurri di Gloria. Collaboro con AlaNews e l'Interista

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