L’Italia sale a quota 26 medaglie, Arianna Fontana supera Mangiarotti e non solo. Il racconto delle gare di mercoledì 18 febbraio

MILANO-CORTINA 2026: FONTANA NELLA STORIA, ECCO LA 14A MEDAGLIA

Ci sono momenti che non si dimenticheranno mai. Per Arianna Fontana, come lei stessa ha ammesso nel post-gara, la 14a medaglia nelle Olimpiadi invernali (-1 dal record assoluto di Marit Bjoergen) rappresenta senza dubbio uno di questi. Il sigillo più atteso, quello che la rende la miglior olimpionica italiana di sempre scalzando definitivamente i 13 podi di Edoardo Mangiarotti (scherma, 1936-60), è arrivato non in una gara individuale, bensì nella staffetta femminile. Al fianco di Elisa Confortola, Arianna Sighel e Chiara Betti, la portabandiera azzurra ha realizzato un autentico capolavoro di gestione e intelligenza tattica. Quarte in avvio, le azzurre hanno approfittato dei vari momenti che si sono creati nella gara. Quando l’Olanda è caduta si sono portate in seconda posizione, poi sono diventate prime per un’incertezza del Canada, alla fine medaglia di bronzo. C’è stato un solo, leggerissimo, passo falso in una finale perfetta: il sorpasso della Corea del Sud, che ha regalato l’oro alle asiatiche e ci ha “condannato” all’argento. La 14a medaglia di Arianna Fontana non è dunque un oro, ma è comunque apprezzatissima: forte l’emozione dell’azzurra, che non ha nascosto di aver avuto un momento di “blackout” negli spogliatoi, venendo sopraffatta dall’emozione. I suoi numeri da record, dunque, salgono a tre medaglie d’oro, sei d’argento e cinque di bronzo: la chance per arrivare a quota 15 arriverà venerdì, nei 1.500m. ò

MILANO-CORTINA 2026: PELLEGRINO-BARP DI BRONZO, ITALIA A QUOTA 26

Mentre la sprint femminile si concludeva con un ottavo posto per il duo Ganz-De Martin Pinter, la sprint maschile dello sci di fondo ci regalava un meraviglioso bronzo. Dopo aver conquistato il podio in staffetta, Federico Pellegrino effettuava il bis nella prova a squadre, al fianco di Elia Barp. Una grande gara per l’Italia che, di fatto, sognava a lungo anche un risultato migliore prima di arrendersi nello sprint finale. Tra la Norvegia (oro) e l’Italia (bronzo) infatti c’erano solo tre secondi, per quello che era un grandissimo risultato per gli azzurri: seconda medaglia per Pellegrino e 26a, contando anche quella serale di Arianna Fontana, per l’Italia. Dopo dodici giorni di gare, azzurri sempre secondi nel medagliere: nove medaglie d’oro, cinque d’argento e dodici di bronzo.

LA SFORTUNA DI SIGHEL, IL FLOP DEL BIATHLON

Le medaglie sarebbe potute essere tre per l’Italia, visto che Pietro Sighel arrivava ai 500 metri dello short track da co-favorito per l’oro. La gara è stata vinta dal canadese Gilbert e l’azzurro, confermando quel mix tra sfortuna e ingiustizia, è stato eliminato in semifinale per una decisione controversa. Un avversario l’ha infatti travolto mentre si trovava in 2a posizione e, da regolamento, l’avanzamento in finale sarebbe dovuto essere automatico. Il giudice di gara ha optato invece per mantenere lo status quo, basandosi sulla “responsabilità condivisa” nell’incidente, che di fatto non c’era. Da qui le dure proteste della FISG, intervenuta con una nota dopo l’ennesima ingiustizia ai danni dell’azzurro: “In seguito agli episodi che hanno coinvolto Pietro Sighel nelle tre gare individuali di short track ai Giochi Olimpici di Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, il Presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, Andrea Gios, esprime profonda delusione e amarezza per quanto accaduto.«Abbiamo assistito a decisioni incoerenti e contraddittorie da parte dello stesso giudice nel trattamento riservato a Pietro Sighel nel corso di questa Olimpiade. La nostra opinione è stata confermata ed è condivisa anche da tecnici e dirigenti di altre nazioni presenti ai Giochi, che hanno espresso perplessità analoghe rispetto a quanto visto sul ghiaccio. Questo rende il quadro ancora più grave e preoccupante».

La Federazione ritiene estremamente problematico il fatto che la International Skating Union non sia stata capace di intervenire nel corso dell’evento per porre fine a un operato del tutto fuori luogo. «Comprendiamo i regolamenti e il ruolo degli ufficiali di gara, ma quando emergono elementi così evidenti di incoerenza, è doveroso intervenire per garantire equità durante l’evento stesso».

La Federazione Italiana Sport del Ghiaccio ribadisce la propria totale vicinanza a Pietro Sighel, riconoscendo il valore di un atleta che è un patrimonio del pattinaggio italiano e internazionale. «Pietro ha dimostrato sul ghiaccio il suo valore e siamo orgogliosi di lui. Speriamo e crediamo che Pietro, insieme ai suoi compagni di squadra, saprà reagire con determinazione e portare a casa una medaglia che meriterebbe pienamente, per sé e per tutto il movimento italiano dello short track». La Federazione continuerà a tutelare con determinazione i propri atleti in ogni sede opportuna”.

Detto di Sighel, per l’Italia è stata la giornata della nuova e cocente delusione dal biathlon, con la staffetta femminile solo 11a a quasi quattro minuti: flop completo per Auchenthaler, Wierer, Carrara e Vittozzi, che dovranno riscattarsi nella mass start di sabato. Nulla da fare o quasi anche per il curling maschile, che ha bisogno di un miracolo per le semifinali: dovrebbe battere la Svizzera, che sin qui ha sempre vinto. Infine, lo sci alpino che si chiude con l’oro di Mikaela Shiffrin nello slalom: dominio e 1″5 su Camille Rast, seconda. Solo 13me le azzurre Peterlini e Della Mea, ex aequo.

Marco Corradi
31 anni, un tesserino da pubblicista e una laurea specialistica in Lettere Moderne. Il calcio è la mia malattia, gli altri sport una passione che ho deciso di coltivare diventando uno degli Azzurri di Gloria. Collaboro con AlaNews e l'Interista

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