Marco Aurelio Fontana si racconta ai nostri microfoni parlando della nuova avventura con l’e-bike e ripercorrendo gli ultimi dodici mesi.

Marco Aurelio Fontana in azione (fonte profilo Instagram Marco Aurelio Fontana)

È passato più di un anno da quando Marco Aurelio Fontana ha deciso di cambiare vita. Dalle gare di Mountain Bike agli eventi in giro per il mondo con la vecchia compagna di viaggio dalle “ruote grasse” e una nuova comparsa: la e-bike, la bicicletta elettrica che sta prendendo sempre più piede tra gli appassionati. Una sfida intrigante approcciata dal rider brianzolo classe 1984 con la stessa passione che lo ha condotto a conquistare uno storico bronzo nella gara di cross country alle Olimpiadi di Londra 2012. I risultati sono stati soddisfacenti, anche se Fontana non si accontenta e continua a programmare altri eventi per mostrare le potenzialità del nuovo prodotto, destinato probabilmente a cambiare la percezione del rapporto tra uomo e bicicletta. Marco si è raccontato in esclusiva ai nostri microfoni:

L’INTERVISTA A MARCO AURELIO FONTANA

Marco, come hai vissuto questi giorni così particolari?

“Bene, soprattutto il primo mese. Staccare, respirare, rallentare… cose mai fatte prima praticamente! Niente macchine in giro, niente smog, niente rincorsa a fare cose di qualsiasi tipo. Fantastico. Poi però ho iniziato ad essere un po’ impaziente, ma non per andare per forza in bici, non per dover uscire di casa a tutti i costi. È per il semplice e banale fatto che non è corretto rinchiuderci in casa senza darci la possibilità di andare a fare una passeggiata. Non avrei fatto del male a nessuno tendendo il distanziamento sociale, usando le precauzioni e andando in campagna dove non c’era assolutamente nessuno. E poi la soluzione è il come fare le cose non il non fare le cose. Siamo nel 2020, se c’è il virus devi dirmi come affrontarlo non come nascondermi. Mi spiego è giusto cercare ripari e ci siamo mossi anche abbastanza bene ma bisogna ripartire. Anche piano, ma l’importante è ripartire. E ve lo dice uno che lavora nel bike business, che forse andrà anche meglio del 2019 e che ha spazio in casa per giocare con famiglia e figli…”.

Che idea ti sei fatto della situazione dello sport a livello generale? Credi sia possibile una ripresa già nei prossimi mesi?

“Assolutamente sì. Quello che cambierà sarà la valenza che avranno i vari eventi ovvero che dopo due mesi di allenamenti in casa e altrettanti di puro ‘riding’ si arriverà alle corse con valori in campo anomali e di conseguenza le vittorie del 2020 non avranno lo stesso peso di quelle del 2019 e di quelle del 2021. Ma tutto riprenderà regolarmente, con le dovute precauzioni, magari a settembre”.

Poco più di un anno fa, a febbraio, annunciasti la decisione di cambiare la tua pianificazione non dedicandoti solamente alla Mountain Bike e sperimentando nell’elettrico. Come valuti la tua prima stagione nel “nuovo mondo”?

“Talmente positiva da essere decisamente al di sopra delle migliori aspettative! Fare il content creator è bellissimo, il numero di ebike nell’ultimo anno soprattutto sul mio segmento è cresciuto sensibilmente e mi sto divertendo come un matto”.

Hai notato grosse differenze rispetto alla MTB “classica”?

“Le differenze ci sono ma sempre di più vanno assottigliandosi. Sono tutte bici, sia con la pedalata assistita che senza, sono divertentissime e se una è pura e ‘analogica’, l’altra è più ‘digitale’ e capace di fare e farvi fare cose incredibili. Le bici classiche rimarranno sempre ma le EMTB hanno una evoluzione tale che il look, la manovrabilità e le capacità sono veramente pazzesche. Per fare un paragone, è come guidare una supercar degli Anni ’90 senza controlli di trazione e una del 2020 con meno capacità di guida pura rispetto alla vecchia scuola: la prima è libidine pura, ma la seconda è ugualmente stupenda e molto più veloce”.

Dal tuo punto di vista, in cosa è vantaggiosa una e-bike?

“Dà la possibilità a tutti di fare cose che prima non facevano e dà la possibilità a chi era già pratico di farle andando più forte.  Inoltre unisce gli appassionati ancora più di quanto faccia la bici normale. Gente con velocità diverse può uscire in bici assieme senza grossi problemi”.

In questo anno hai sentito la mancanza delle gare di MTB?

“Uso ancora molto la MTB, ma per le gare. Ovviamente c’è la voglia di confrontarsi e attaccare il numero ma ad oggi le priorità erano diverse”.

Quali sono i margini di miglioramento del movimento elettrico?

“Molti più eventi experience! Ci saranno, affiancati ad alcune Gran Fondo e Marathon, esperienze da fare con le bici elettriche che sbalordiranno i partecipanti e porteranno sempre più gente sul lato ‘fun and fit’ rispetto al semplice lato competition”.

Hai qualche progetto per i prossimi anni?

“Si ma non ve lo posso svelare (ride ndr.)”.

Federico Mariani
Nato a Cremona il 31 maggio 1992, laureato in Lettere Moderne, presso l'Università di Pavia. Tra le mie passioni, ci sono sport e scrittura. Seguo in particolare ciclismo e pallavolo.

    Potrebbero anche piacerti...

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

    Altro in:Interviste