Manca meno di un mese al via delle Olimpiadi invernali di PyeongChang 2018, e per parlare di questo appuntamento e di molto altro abbiamo intervistato Federica Brignone: ecco le parole dell’atleta azzurra, reduce dal grande weekend di Bad Kleinkirchheim, ai nostri microfoni.

federica brignone

Federica Brignone durante l’intervista realizzata ai FISI Awards, che sono stati assegnati alla Fiera di Bolzano

FEDERICA BRIGNONE INTERVIENE AI MICROFONI DI ”AZZURRI DI GLORIA”

In forma smagliante nonostante l’infortunio avvenuto durante la preparazione alla stagione 2017-18: Federica Brignone aveva sofferto per un problema fisico, ma poi si è ripresa ed è tornata grande, vincendo lo slalom gigante di Lienz lo scorso 29 dicembre e trovando un favoloso doppio podio nel weekend che si è concluso domenica sulla pista austriaca di Bad Kleinkirchheim. Federica, che Azzurri di Gloria aveva già intervistato a fine marzo e durante i FISI Awards a Bolzano, ha infatti vinto autorevolmente il Super-G e ottenuto un favoloso 2° posto in discesa libera in una gara da ricordare: dopo il triplo podio di Aspen 2017, infatti, la 27enne valdostana è stata nuovamente protagonista di un triplo podio insieme a Sofia Goggia e Nadia Fanchini. Ecco le parole dell’atleta azzurra ai nostri microfoni, in un’intervista che ci ha visto spaziare dalla stagione di Federica Brignone, al suo giudizio su Mikaela Shiffrin, all’avvicinamento a PyeongChang 2018 e non solo!

L’AVVIO DI STAGIONE E IL WEEKEND DA SOGNO DI BAD KLEINKIRCHHEIM: FEDERICA BRIGNONE RACCONTA IL SUO 2017-18

Ciao Federica, innanzitutto partiamo dalle tue condizioni fisiche: avevi interrotto la preparazione fisica pre-stagionale per un infortunio, poi ti sei ripresa e stai andando molto bene ultimamente. Possiamo dire che sei vicina al 100%?

‘’Sto molto meglio, ultimamente mi sono allenata sugli sci molto bene, mentre subito dopo l’infortunio faticavo anche ad allenarmi. Non posso dirvi quale sarebbe il mio stato di forma senza quei giorni di pausa, però devo dire che sto bene e non mi lamento’’.

La tua stagione sin qui ti ha visto ottenere due vittorie e tre podi: sei soddisfatta di questa Coppa del Mondo 2017-18, oppure ti aspettavi di più?

‘’Sono soddisfatta per come si era messa la situazione a ottobre-novembre, molto soddisfatta. Ovviamente sono arrabbiata per quei due mesi di stop per l’infortunio, però non si può tornare indietro e certamente prendo tutto quello che mi sta capitando nel presente: sto andando bene in più discipline e non sono costretta a concentrarmi su una, dunque sono molto contenta’’.

Hai parlato di più discipline, e proprio domenica hai conquistato un favoloso 2° posto in discesa libera: un podio inaspettato, come tu stessa avevi dichiarato dopo la gara…

‘’Un podio totalmente inatteso! Per l’infortunio avevo saltato due mesi di preparazioni sugli sci ma anche di parte atletica, e l’ultima volta che avevo messo gli sci da discesa era stato a fine settembre e per soli tre giorni: praticamente da lì in poi li ho rimessi solo nella prima prova, e vedendo quel podio certamente mi sono fatta due domande e sono rimasta davvero sorpresa, anche perché fino a lì avevo ottenuto al massimo un 12° posto’’.

Ormai sei diventata la donna dei tripli podi, quando tre atlete azzurre monopolizzano il podio ci sei sempre!

‘’(ride) Devo dire che mi fa piacere, è sempre una bella emozione salire sul podio con le compagne ed è una festa tutta italiana: abbiamo dato risalto alla nazione, e poi farlo a Bad Kleinkirchheim e in Austria è stato semplicemente fantastico!’’.

Hai vissuto una due giorni da urlo a Bad Kleinkirchheim, con la vittoria in Super-G e il 2° posto in discesa alle spalle di Sofia Goggia: cos’aveva di speciale la neve austriaca per la nostra nazionale?

‘’Sicuramente quella pista è molto tecnica e difficile: la neve è stata diversa nei due giorni di gara, dato che in Super-G sbatteva molto ed era una neve primaverile e molto calda, mentre il giorno dopo era abbastanza ghiacciata e sempre battente. Era tosta, bisognava esserci con la testa e col fisico, e avere le ‘’palle’’ di attaccare tantissimo perché quando ci sono queste condizioni c’è la tendenza a ‘’frenicchiare’’, controllare un po’ e non dare tutto. Mi ero studiata bene la pista e ho provato a tener giù l’acceleratore’’.

Nel weekend è arrivata la notizia della malattia di Elena Fanchini, e ti chiedo una riflessione su questo argomento: l’annuncio di Elena è stato un fulmine a ciel sereno anche per voi? Vi ha dato, magari, una spinta in più per affrontare il weekend di Bad Kleinkirchheim?

‘’L’abbiamo saputo appena prima dei media. Non mi piace parlare dei problemi altrui, ma ovviamente l’abbiamo sentito perché viviamo e ci alleniamo insieme da anni durante la stagione: è stata dura per tutti, ma mai come per le sue sorelle e per la sua famiglia’’.

SUPER-SHIFFRIN? IL GIUDIZIO DI FEDERICA BRIGNONE SULLA STATUNITENSE

In questa stagione stai affrontando spesso, soprattutto nel ‘’tuo’’ gigante, una Mikaela Shiffrin a tratti ‘’ingiocabile’’ e semplicemente perfetta: l’hai battuta a Lienz a fino 2017, ma cos’ha di speciale questa atleta che continua a vincere gare su gare?

‘’Innanzitutto penso che abbia avuto una vita completamente diversa dalla nostra, crescendo con una madre molto esigente che voleva che diventasse una campionessa. Io la chiamo ”il robot”, perché psicologicamente è perfetta, non ha un difetto, se si mette in testa qualcosa lo fa, però secondo me non ha mai avuto una vita ‘’normale’’ tra mille virgolette: ha vissuto per diventare una super-atleta, non ha mai visto nient’altro che non fosse lo sci ed è stata come ‘’programmata’’.

Una situazione simile a quella che si vede a volte nel tennis con qualche padre-padrone, per fare un paragonE con un’altra disciplina…

‘’Esattamente. Seguo moltissimo il tennis, uno sport che mi piace molto, e posso dire che il paragone è calzante. C’è una differenza però, lei non ha ancora realizzato questa cosa e forse non la realizzerà mai: mi sta molto simpatica e abbiamo un ottimo rapporto, ma ogni cosa che ti dice sembra ‘’programmata’’. Non fa o dice nulla per istinto, ma perché è stata costruita in quel modo. Quando perde somiglia quasi a un bambino che arriva in Italia da un paese poverissimo e ‘’scopre’’ il computer: lei è perfetta, tecnicamente non sbaglia mai e non ha un difetto, quindi difficilmente ‘’scopre’’ la sconfitta o agisce d’impulso. O la batti tecnicamente o sfruttando qualità che lei non ha, oppure resterà sempre un gradino sopra. Sensazioni particolari quando l’ho battuta? Io faccio la gara contro il cronometro e una vittoria è una vittoria, non m’interessa chi c’è dietro: se mi concentrassi solo a battere lei, non andrei da nessuna parte’’.

Parlando della madre di Mikaela Shiffrin, ci ricordiamo di una scena pittoresca durante un recente slalom in cui Mika-Mania aveva vinto la gara senza realizzare il miglior tempo nella seconda manche e la madre invece di gioire per la vittoria, era arrabbiatissima per questo…

‘’Diciamo che mi fa specie quando la vedo arrivare al traguardo e mettersi le mani sui fianchi in segno di disperazione perché è seconda, però la Shiffrin è così: è vincente e l’ammiro per quello che fa, anche se non so se mi scalderei per lei da esterna, perché vince ma è un robot. Un robot fortissimo’’.

IL WEEKEND DI CORTINA, L’AVVICINAMENTO A PYEONGCHANG E LE ASPETTATIVE OLIMPICHE

Nel weekend sarete in gara a Cortina, uno degli appuntamenti più importanti per la squadra azzurra: con qualche spirito vi avvicinate a questa tornata di gare, che arriva dopo tante vittorie, e qual è il clima a meno di un mese dalle Olimpiadi?

‘’Sicuramente il clima è ottimo, stiamo ottenendo ottimi risultati in tutte le discipline e abbiamo una squadra molto competitiva: c’è competizione anche tra di noi all’interno della nazionale, e in ogni allenamento sai di poterti confrontare con una compagna che va molto forte. Questo ci fornisce un ottimo modo per continuare a migliorarci: ci avviciniamo a Cortina, è una pista bellissima, una gara bellissima che piace a tutti e che ci fa sentire a nostro agio perché siamo in Italia, stiamo bene, mangiamo bene, il panorama è mozzafiato e abbiamo un grande supporto dal pubblico. Cortina non ha mai una neve tanto ghiacciata, però è una pista che si addice a noi, o almeno si spera (ride)’’.

Avevate provato la pista che ospiterà le gare di PyeongChang 2018 già l’anno scorso, come vi siete trovate sul tracciato olimpico? E quali sono le tue/vostre aspettative per le Olimpiadi invernali?

‘’Al momento sono ancora concentrata sulle gare attuali, e penso giorno per giorno perché le gare di adesso sono il trampolino di lancio per andare forte a febbraio: voglio restare concentrata sul presente e poi penserò all’approccio olimpico. Venendo alle piste delle Olimpiadi, posso dire che il tracciato per le gare di velocità non presenta grandi pendenze ed è abbastanza facile, anche se ci sono molti movimenti di terreno: per quel che riguarda Super-G, gigante e slalom invece dipenderà tutto dalla tracciatura e dalla neve che troveremo a febbraio’’.

In una recente intervista, hai parlato dell’elevata pressione mediatica che gli atleti italiani subiscono in vista dell’Olimpiade: è qualcosa che può influenzare ampiamente le prestazioni in un grande evento?

‘’Sicuramente, tutti gli atleti sono influenzati dalla pressione mediatica prima di un’Olimpiade e non solo: c’è anche una pressione personale, perché noi stessi abbiamo una voglia matta di vincere e fare grandi cose, dato che l’Olimpiade è il sogno di ogni atleta. Già ti stressi da solo, poi arriva tutto il contesto e questo finisce con l’aumentare la pressione e aumentare i rischi. Starà a noi essere bravi, isolarci nel momento giusto, gestire l’ansia preolimpica e concentrarci sulla gara senza perdersi in tutto il resto’’.

La sensazione che si ha dall’esterno è che la Federica Brignone attuale stia riuscendo a gestire meglio la pressione: è davvero così?

‘’Dobbiamo vedere quando sarò là (ride, ndr). Io me lo auguro e spero che sia vero, di aver migliorato questa cosa durante la mia carriera dopo aver visto come mi sono comportata ai Mondiali: anche senza ottenere medaglie sono riuscita a fare la miglior performance in tutte le manche tranne una, che mi è costata il podio tra l’altro. Però penso di aver fatto passi in avanti, anche perché un’atleta può controllare solo la propria prestazione: gli exploit altrui non sono controllabili e dobbiamo concentrarci solo su ciò che facciamo in pista’’.

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Marco Corradi
30 anni, un tesserino da pubblicista e una laurea specialistica in Lettere Moderne. Il calcio è la mia malattia, gli altri sport una passione che ho deciso di coltivare diventando uno degli Azzurri di Gloria. Attualmente collaboro anche con AgentiAnonimi.com, sito partner di Eurosport Italia

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