Oggi Nino Benvenuti compie 82 anni, ripercorriamo la storia del campione olimpico, che con i suoi pugni ha scritto importanti pagine del pugilato italiano e internazionale

Nino Benvenuti riceve l’Oro Olimpico a Roma nel 1960
FONTE: Foto Galleria ninobenvenuti.it

LA NASCITA E LE PRIME ESPERIENZE NEI DILETTANTI

Giovanni Benvenuti, noto a tutti come Nino, nasce a Isola d’Istria il 26 aprile del 1938, comune sloveno ai tempi italiano. Muove i primi passi nel pugilato frequentando una palestra dall’età di 13 anni, e accumula le prime esperienze vincendo tornei regionali e interregionali, conquistando un posto in Nazionale.

Rimane imbattuto fino al 1955, dove figura la sua prima ed unica sconfitta nei dilettanti. L’anno successivo viene scartato alla convocazione per le Olimpiadi, e accrescerà il suo palmarès con le prime due medaglie d’oro, conquistate agli europei di Praga e due anni dopo a Lucerna. L’esordio olimpico non si fa attendere, e Benvenuti partecipa, nella categoria dei pesi welter, vincendo tutti gli incontri e agguantando l’oro olimpico alle Olimpiadi di Roma nel 1960.

Insieme alla sua prima medaglia olimpica, Benvenuti troverà anche una dedica di Jesse Owens, e scavalcherà Cassius Clay, il futuro Muhammad Ali, nella classifica dei pugili tecnicamente migliori del torneo, ottenendo la coppa Val Barker.

L’APPRODO NEL PUGILATO PROFESSIONISTICO E IL DUELLO MONDIALE CON MAZZINGHI

È il 1961, Benvenuti approda tra i professionisti con un palmarès da 120 vittorie e una sconfitta nei dilettanti. Inizia a farsi notare battendo numerosi pugili e scalando le classifiche, ma a fermarlo ci prova Tommaso Truppi, che uscirà sconfitto per KO, consegnando così al pugile istriano il suo primo titolo, da campione italiano dei Pesi Medi.

Dopo altri numerosi successi, e mai una sconfitta, incontra colui che sarà un eterno rivale anche a carriera finita, Sandro Mazzinghi. Quest’ultimo è, come Benvenuti, annoverato tra i migliori pugili della storia, allora detentore, nel 1964, del titolo mondiale dei pesi superwelter, si renderà partecipe di due memorabili scontri contro il pugile istriano.

Il 18 giugno del 1965 avviene il fatidico scontro. Lo Stadio di San Siro a Milano è gremito di spettatori, per settimane la stampa ha caricato lo scontro con indiscrezioni fra i due pugili, aumentando la loro rivalità. Lo scontro lo decide un montante destro di Benvenuti, che manda al tappeto Mazzinghi, il pugile toscano viene contato ma non si rialza prima dei 10, consegnando così allo sfidante il primo titolo mondiale.

Roma, 17 dicembre 1965, è la data che, per contratto, dona a Mazzinghi la possibilità di una rivincita per recuperare il titolo. È uno scontro destinato a finire in polemica, ancora oggi i due esprimono diverse versioni, ma ad averla vinta fu ancora Benvenuti che, dopo aver quasi sfiorato la vittoria al secondo round, vince ai punti al termine della tredicesima ripresa. Nello stesso anno Benvenuti conquista il titolo europeo dei pesi medi, arrivando ad avere contemporaneamente il titolo italiano ed europeo in questa categoria, e il titolo mondiale nei pesi superwelter.

Nel 1967 avviene il famoso scontro con il pugile coreano Ki-Soo Kim, con la contesa del titolo mondiale, perso da Benvenuti e disputato a Seoul. È interessante come ancora oggi ci sia un alone di mistero intorno a quell’incontro, quasi vinto dall’italiano, interrotto per una strana circostanza in cui le corde del ring saltano e infine, dopo numerosi minuti di pausa, assegnato ai punti per decisione non unanime al lottatore coreano.

Nino Benvenuti insieme a Sandro Mazzinghi
FONTE: Foto Galleria ninobenvenuti.it

I PESI MEDI E LO SCONTRO EPOCALE CON EMILE GRIFFITH

Benvenuti decide, dopo la sconfitta in corea, di dedicarsi pienamente ai pesi medi, volando in America per scontrarsi con Emile Griffith. Quest’ultimo, considerato imbattibile, deve arrendersi davanti ai colpi esperti dell’italiano, più precisamente il primo italiano ad agguantare le due cinture della WBC e WBA di campione del mondo dei pesi medi.

A segnare la storia di questo sport è il secondo incontro con l’americano, previsto per contratto, che fa volare per la seconda volta il pugile italiano in America. Un enorme seguito di italiani, pronti a sostenere il campione, si ritrovarono ad assistere a una memorabile sconfitta. Griffith, con un ottimo colpo, romperà una costola a Benvenuti, che da campione resterà incredibilmente in piedi fino alla fine del match, perso ai punti ma con l’onore intatto.

Non c’è due senza tre, viene infatti organizzato un terzo ed ultimo incontro tra Benvenuti e Griffith. È il 4 marzo del 1969, l’arena del Madison Square Garden è gremita di spettatori, e l’incontro può cominciare, ma sarà uno scontro molto difficile in cui entrambi i lottatori combatteranno alla pari. L’undicesima ripresa mette tutti d’accordo, Benvenuti mette al tappeto Griffith, che pur rialzandosi perde un punto importante che permetterà al titolo mondiale di tornare in Italia.

Emile Griffith e Nino Benvenuti
FONTE: gazzetta.it

CARLOS MONZÒN E IL RITIRO

Per due anni Benvenuti difende i propri titoli mondiali, ma nel 1970 arriva colui che sarà l’ultimo avversario, Carlos Monzòn. Il campione italiano aveva la facoltà di scegliere tra numerosi sfidanti al titolo, e ciò ricadde sul pugile argentino, sconosciuto e mai uscito dai propri confini nazionali, ma con un buon record di vittorie e punti. Il match si disputò al Palazzo dello Sport di Roma, dove per dodici round l’argentino si dimostra molto più agile e in forma, e conquista la vittoria dopo aver mandato al tappeto Benvenuti al dodicesimo round.

Come da contratto, si disputò un secondo incontro di rivincita, precisamente a Montecarlo l’8 maggio del 1971. A sancire la fine dello scontro è una spugna, che dall’angolo italiano vola sul ring, lanciata dalle mani di Bruno Amaduzzi, storico manager di Benvenuti, interrompendo il match alla terza ripresa, dichiarando Monzòn vincitore per la seconda volta.

Benvenuti si ritira dalla boxe pochi giorni dopo la sconfitta e la perdita dei titoli mondiali contro l’argentino, con novanta incontri, di cui ottantadue vittorie, un pareggio e sette sconfitte. Oggi è il suo compleanno, in quei pugni sono racchiusi 82 anni di storia, di sudore, di stanchezza, di gioia, ma soprattutto di talento, al quale noi italiani saremo sempre grati, perché sarà estremamente difficile trovare qualcuno che porti il nostro tricolore così in alto, come ha fatto Giovanni Benvenuti, per tutti noi Nino.

Nino Benvenuti contro Carlos Monzòn
FONTE: Foto Galleria ninobenvenuti.it

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