Dopo che il CIO ha annunciato Milano-Cortina, Stoccolma e Calgary come candidate per ospitare le Olimpiadi Invernali 2026, sorgono alcuni problemi. La situazione

Fonte pixabay.com

CORTINA VERSO IL REFERENDUM?

Dopo nemmeno una settimana dalla comunicazione ufficiale da parte del CIO delle candidature di Milano-Cortina, Stoccolma e Calgary, che si presentano già i primi ostacoli per continuare questa corsa verso le Olimpiadi Invernali 2026. Tutti risolvibilissimi, ma rimangono sempre difficoltà da superare.

E’ notizia di oggi infatti che gli abitanti di Cortina hanno chiesto un referendum al primo cittadino Gianpietro Ghedina, per poter fare decidere a tutta la comunità se proseguire nel percorso o abbandonare il progetto. Stessa procedura che venne attuata anche nel 2015, quando la cittadinanza approvò l’organizzazione dei Mondiali di sci del 2021.

La sensazione, come affermato dallo stesso sindaco della città veneta, è positiva: “La situazione è diversa da quella di tre anni fa, per i Mondiali. Oggi c’è una volontà condivisa da popolazione, categorie economiche, amministrazione comunale al completo. La candidatura olimpica di Milano e Cortina d’Ampezzo coinvolge due regioni: viene da chiedersi se un referendum debba interessare soltanto Cortina o tutti i territori coinvolti.” Dunque la stessa amministrazione comunale valuterà insieme ai cittadini la proposta di referendum ricevuta, prima di confermarla nelle sedi opportune. Questo è quanto si evince dalle parole di Ghedina di questa mattina.

Cortina potrebbe dunque seguire Calgary, che dovrà superare lo stesso ostacolo nel mese di novembre, quando anche la cittadinanza del paese canadese dovrà esprimere parere positivo in merito all’organizzazione delle Olimpiadi Invernali 2026.

IL GOVERNO DI STOCCOLMA E I DUBBI SUI FONDI

Un problema già noto anche nel BelPaese quello della provenienza dei finanziamenti per le Olimpiadi Invernali 2026, che ora affligge Stoccolma e il suo governo locale. Il governo locale, composto da una coalizione di un partito ambientalisti e uno di centrodestra, hanno espresso perplessità riguardo all’impatto ambientale, ai fondi e la mancanza di una base per l’organizzazione di un evento in così poco tempo. Pare difficile che la situazione possa risollevarsi, dato che gli stessi esponenti hanno ammesso di puntare con più decisione all’edizione del 2030.

Dubbi sollevati solo ora, dopo appena 3 giorni dalla comunicazione ufficiale del CIO riguardo alle candidate per organizzare l’Olimpiade del 2026. Una corsa che potrebbe ritrovarsi a sorpresa a 2, con la decisione che sarà svelata il prossimo 23 giugno a Losanna. A meno che i referendum non diano un altro risultato…

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Gianluca Zanfi
Studente Magistrale di Ing.Civile@Unimore. Spalmato sul divano e con un telecomando in mano, ogni sport diventa magicamente interessante e degno di racconto.

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