I canarini cercano rivalsa dopo una stagione a dir poco travagliata con la querelle tra Stoytchev e parte della squadra. Il nuovo ciclo riparte dal maestro Velasco in panchina e con la fame di vittorie dello zar Zaytsev. Basteranno per tornare vincenti?

Dopo la burrasca, il sereno. Modena cerca di tornare a sorridere dopo un biennio da incubo. Dopo lo storico ritorno sul tetto d’Italia nel 2016, i canarini hanno avviato un’inaspettata parabola discendente. Un calo iniziato con l’addio ad Angelo Lorenzetti in panchina: l’uomo della rinascita scelse di ricominciare da Trento, spiazzando squadra e tifoseria. Da lì la ricerca di un profilo adatto ad ereditare una pesante identità. Dopo i tentativi con Roberto Piazza e Lorenzo Tubertini, ecco l’arrivo di Radostin Stoytchev. Se possibile, l’esperimento di far convivere la filosofia del tecnico bulgaro con l’anima della squadra si è rivelato ancora più fallimentare. Dunque, questo sarà per Modena un vero e proprio anno zero. Rivoluzione in panchina, l’ennesima: via “Rado” e spazio a Julio Velasco, storico tecnico degli Anni ’80, prima di inaugurare la serie di trionfi con la Nazionale. E poi in campo tanti cambiamenti importanti: gli arrivi del palleggiatore Micah Christenson e dell’opposto Ivan Zaytsev hanno fatto digerire la pillola amara degli addii di Bruninho e Ngapeth, simboli dei successi del 2016. È soprattutto lo Zar, reduce dallo scudetto vinto da protagonista con Perugia, ad alimentare l’ottimismo del popolo modenese. Con lui, la formazione più titolata in Italia ritrova l’opposto mancante dai tempi di Luca Vettori. Viceversa, l’azzurro torna a giocare nel suo ruolo preferito dopo due stagioni da schiacciatore. Insomma, si tratta di un matrimonio teoricamente perfetto. Insieme a lui, dall’Umbria, arriva un altro tassello dello scudetto perugino: Simone Anzani, pronto a fare coppia con Daniele Mazzoni o Max Holt. In banda, Tine Urnaut verrà affiancato dall’esperienza di una vecchia conoscenza del campionato italiano, Denys Kaliberda, ex Piacenza e Civitanova. Confermato il libero Salvatore Rossini.

ANNO ZERO

Sulla carta, Modena presenta una squadra equilibrata e solida. Intrigante la diagonale Christenson-Zaytsev, con la precisione dell’americano unita alla potenza micidiale dello Zar. Al centro, la qualità degli interpreti e la possibilità di intercambiarli rende i primi tempi ed il muro un potenziale punto di forza dei canarini. E queste qualità si sommano all’esperienza di un vincente seriale come Velasco. Il tecnico argentino è una garanzia: sono in pochi ad emularlo nella gestione e nel saper tirare fuori il massimo dai propri giocatori e a migliorarli nel corso della stagione. Ma quanto sarà ampio il miglioramento? Sarà così sufficiente da non far risentire del rodaggio necessario per far funzionare pienamente questo roster? In fondo, è pur sempre un anno zero, un punto di partenza lungo una rotta inesplorata e ricca di sorprese positive o negative.

Federico Mariani
Nato a Cremona il 31 maggio 1992, laureato in Lettere Moderne, presso l'Università di Pavia. Tra le mie passioni, ci sono sport e scrittura. Seguo in particolare ciclismo e pallavolo.

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