Fonte immagine: gazzetta.it

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L’Italia paralimpica si riscopre… amante del paraciclismo. A Rio 2016 gli azzurri su due o tre ruote hanno lasciato il segno, mettendo in mostra una superiorità schiacciante e contribuendo a rendere l’edizione olimpica brasiliana la migliore del nuovo millennio. I nomi dei protagonisti sono diversi.

C’è il rimpianto per Jenny Narcisi, approdata in terra carioca con qualche speranza di medaglia. Purtroppo una brutta caduta in allenamento ha condizionato pesantemente il rendimento dell’atleta calabrese. Non si è trattato di un’Olimpiade deludente per Jenny, che comunque ha realizzato il primato personale a cronometro ed ha ben figurato nella gara in linea.

Rio 2016 è stata la rivincita per Vittorio Podestà: il genovese classe 1973 ha coronato una rincorsa alla medaglia d’oro nella handbike categoria H2, che durava da 8 lunghi anni. Lo ha fatto dominando la corsa contro il tempo con una prova straordinaria, schiantando la concorrenza. Una bella soddisfazione per Vittorio, che conclude così un quadriennio da sogno, con i titoli mondiali 2013 e 2014.

In Brasile si è assistito alla definitiva consacrazione di due campionissimi: Alex Zanardi e Francesca Porcellato. Il primo ha ripetuto le splendide prove di Londra 2012 ed ha ribadito, a 15 anni di distanza dal terribile incidente del Lausitzring, di essere un fenomeno senza paura ed età, dal talento e dalla tempra smisurati: medaglia d’oro nella cronometro dell’H5 e argento nella gara in linea della stessa categoria. Il campione ha conquistato un altro oro anche nella staffetta mista insieme a Podestà e Mazzone, con quest’ultimo che è salito sul gradino più alto del podio anche nella sua gara a cronometro.

La “rossa volante” Francesca Porcellato cambia sport e discipline ma continua a stupire. Due bronzi straordinari nella H3, dimostrando di essere un’atleta duttile e immortale.

A completare un medagliere straordinario ci hanno pensato anche Fabio Anobile e Andrea Tarlao, entrambi bronzo nelle rispettive prove in linea.

Le Paralimpiadi di Rio 2016 degli azzurri sono state le migliori da 44 anni a questa parte e un grosso ringraziamento va fatto a questo fenomeni del ciclismo che confermano di essere un autentico dream team invidiato in tutto il mondo.

Federico Mariani
Nato a Cremona il 31 maggio 1992, laureato in Lettere Moderne, presso l'Università di Pavia. Tra le mie passioni, ci sono sport e scrittura. Seguo in particolare ciclismo e pallavolo.

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