Scherma. Arianna “TsunAry” Errigo: due medaglie olimpiche, trentacinque tra Mondiali ed Europei e quattro Coppe del Mondo. Una campionessa che si è sempre messa in gioco.

Arianna Errigo ai Mondiali di Budapest 2019 (fonte: profilo Twitter ufficiale FederScherma)

Gli inizi di Arianna Errigo, lo “tsunami” della scherma italiana

«In giapponese la parola tsunami indica un’onda marina di grande altezza ed estensione, estremamente carica di energia». Questa le definizione che ne dà Focus. La definizione dello “tsunami” della scherma italiana, però, ha un nome e un cognome: Arianna Errigo, “TsunAry”.

Ha iniziato a sei anni al Club Scherma Monza, sotto la guida del maestro Giuseppe Davidde, spinta da mamma Pina, che insieme a papà Marco guardavano lo scherma in TV; ha poi proseguito, dal 2003, alla Ginnastica Comense 1872, seguita dal maestro Giovanni Bortolaso.

Da lì: un successo dietro l’altro.

La vittoria della Coppa del Mondo alla prima stagione negli Assoluti

Sin da subito, infatti, Arianna diventa una delle grandi protagoniste della scherma internazionale: nel 2009, primo anno tra gli Assoluti, vince la Coppa del Mondo, la prima d’un poker. Nel medesimo anno, inoltre, conquista il bronzo individuale ai Mondiali di Antalia, firmando l’oro a squadre, insieme alla crème del fioretto femminile italiano: Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca e Margherita Granbassi. Un terzo posto in singolar tenzone e una vittoria nel quartetto azzurro è anche il risultato degli Europei di Plovdiv 2009. 

Arianna Errigo sulle pedane del Grand Prix FIE di Shanghai (credits: FederScherma

Per Arianna la strada, che conduce dritta alla XXX Olimpiade, a Londra 2012, è tutta in discesa. Ha appena vent’anni, è da poco tra gli Assoluti, ma nei tre anni di gare prima dei Giochi conquista un argento individuale ai Mondiali di Parigi 2010; due medaglia mondiali, oro sulle pedane francesi e argento a Catania 2011, nella gara a squadre; un bronzo nell’individuale degli Europei di Legnano 2012; kermesse continentale dove, nel contesto a squadre, si impone sempre: a Lipsia 2010, a Sheffield 2011 e nella città lombarda, nel 2012. L’anno olimpico: nel quale Arianna Errigo vince per la seconda volta in carriera la Coppa del Mondo

Londra 2012: una prima olimpiade d’argento

La scherma, a Londra, è una delle competizioni più attese. In particolare, il fioretto femminile: dove l’Italia, nelle tre edizioni precedenti, ha vinto l’oro con Valentina Vezzali; conquistando, nella gara a squadre, tre vittorie a Barcellona 1992, Atlanta 1996 e Sydney 2000, salendo sul terzo gradino del podio a Pechino 2008.

C’è, dunque, un bronzo “da vendicare”.

Londra 2012 è probabilmente il punto più alto della storia del fioretto femminile azzurro: il podio della gara individuale, infatti, è tutto azzurro.

Il podio del fioretto femminile individuale di Londra 2012 (fonte: profilo Twitter ufficiale FederScherma)

A giocarsi la medaglia del metallo più pregiato, in finale, sono Elisa Di Francisca, rappresentante della tradizione jesina, e Arianna Errigo, che in semifinale, in un assalto mozzafiato, ha sconfitto 15-12 Valentina Vezzali, imbattuta ai Giochi da tre edizioni.

Arianna parte bene, forse troppo; Elisa rischia di “affogare”, più volte, ma riemerge sempre: Errigo è però brava ha costruirsi un vantaggio, ma Di Francisca ricuce il distacco nell’ultimo minuto. La medaglia più preziosa si decide al supplementare: Elisa attacca, Arianna prova a toccarla sulla schiena, ma la stoccata della jesina va a segno, vincendo l’oro. Arianna scoppia in lacrime: è la sua prima Olimpiade, come per Elisa, ha vinto l’argento, ma nemmeno sul podio, con le sue compagne, pare consolabile.

Ci penserà, però, la gara a squadre, dove l’Italia è semplicemente troppo forte per la concorrenza: 42-14 contro la Gran Bretagna padrona di casa, 45-22 contro la Francia e 45-31 contro la Russia. Oro: l’ennesimo per Valentina Vezzali, il secondo per Elisa Di Francisca, il primo per Ilaria Salvatori e Arianna Errigo.

Italia d’oro anche nella gara a squadre di Londra 2012 (fonte: profilo Twitter ufficiale CONI)

La doppietta in Coppa del Mondo e lo choc di Rio 2016

Al ritorno in pedana la scherma estrosa e d’attacco di Arianna Errigo, condita dalla sua proverbiale impulsività, si fa, se possibile, ancora più aggressiva. L’azzurra è decisa a dimostrare, innanzitutto a se stessa, che l’argento olimpico non è stato un traguardo, ma un punto di partenza.

Negli anni post Rio lo tsunami chiamato Arianna si abbatte sul circuito internazionale: vince la Coppa del Mondo per due anni consecutivi, nel 2013 e nel 2014; l’oro individuale sia ai Mondiali di Budapest 2013 che a Kazan 2014 (tre le altre fiorettiste ad aver vinto due Mondiali in due anni consecutivi: la sovietica Valentina Sidorova, ’77-’78, l’austriaca Ellen Müller-Preis ’49-’50 e l’ungherese Ilona Elek ’34-’35); e il primo titolo europeo, a Torun 2016. Oltre a ciò, collezione tre ori mondiali ed altrettanti europei nella gare a squadre, dove i due peggiori risultati dell’Italia sono due secondi posti, uno nella kermesse mondiale di Rio, l’altro nella continentale di Torun.

È la grande favorita per la vittoria alle Olimpiadi di Rio 2016. Tuttavia, qualcosa va storto.

Arianna Errigo festeggia col tricolore (fonte: profilo Twitter ufficiale CONI)

Arianna arriva alla kermesse in Brasile non al top della forma. Dopo il primo assalto, vinto contro la portacolori vietnamita Đỗ Thị 15-9, è paonazza e col fiatone: decisamente troppo affaticata. È solo il primo assalto di giornata. Il secondo è quello degli ottavi di finale, contro la giovane canadese Eleanor Harvey. E arriva quello che probabilmente è il risultato più sconvolgente di giornata: 15-11, vittoria Harvey. Arianna esce al secondo incontro del tabellone. Da quelle pedane fugge, andando verso la tribuna, da mamma Pina. «Mamma, ho perso». Non riesce a dire altro. Le due si abbracciano, la figlia piace e la madre le dice: «Vincendo non saresti migliore», ma le lacrime non si fermano.

Oltre alla delusione, però, c’è anche la rabbia: «Il mio maestro mi ha tradita». Parla di coach Giulio Tomassini, che verso la fine del 2015 ha dato qualche lezione a Elisa Di Francisca. «È da gennaio che mi alleno da sola» racconta, «preferisco perdere un oro olimpico ma avere attorno persone che mi rispettano e mi stimano». Il maestro azzurro darà poi la sua versione, ma indipendentemente dai fatti, Arianna quel giorno si sente, come durante tutta la pressione, sola contro il mondo: il maestro di sempre, Giovanni Bortolaso, dopo Londra ha seguito Stefano Cerioni in Russia e il suo nuovo coach, Tomassini, ha allenato, pur legittimamente secondo quest’ultimo, la compagna che le ha strappato l’oro ai Giochi precedenti.

La carica e la pressione che si è messa, per la prima volta, l’hanno tradita. E questa volta, in ragione della turnazione, la gara a squadre non può consolarla.

The decision: fioretto… E sciabola

Arianna resta a Rio anche nei giorni dopo la kermesse, con il compagno Luca Simoncelli, dedicandosi a una delle sue innumerevoli, grandi passioni: il surf. In quei giorni, quando pensa addirittura di smettere, decide, invece che di lasciare, di raddoppiare. È sicura: sarà la prima atleta a partecipare a un’Olimpiade in due armi, fioretto e sciabola.

Arianna Errigo e Luca Simoncelli si abbracciano dopo il podio dell’azzurra nel Grand Prix di Shanghai 2019 (credits: FederScherma)

L’idea le era già venuta qualche anno prima, nel 2011, quando ai Campionati italiani, insieme a Gioia Marzocca e Livia Stagni, aveva consegnato la vittoria nella gara a squadre della sciabola all’Arma dei Carabinieri, gruppo sportivo di cui fa parte dal 2006. Inoltre, da piccola aveva anche vinto un titolo italiano nella spada, dimostrandosi eclettica e con la scherma nel DNA. Prepararsi per un Olimpiade in due armi, però, è tutt’altra cosa, e non solo perché fioretto e sciabola sono due armi sostanzialmente antitetiche.

Arianna, però, ci crede; non solo vuole un oro olimpico, esige, innanzitutto da sé stessa, due medaglie in due armi nella medesima edizione dei Giochi: aspira, in sostanza, a entrare definitivamente nella storia.

Le azzurre della sciabola in posa dopo la conquista del terzo posto nella gara a squadre di Sint Niklaas 2019 (credits: FederScherma)

Tra realtà e sogno, però, ci si mette la Federazione: dapprima scettica, poi critica, infine apertamente contraria. Arianna rivendica la sua scelta, potendo contare sui risultati. Nel fioretto: ai Mondiali è sempre salita sul podio, sia nell’individuale, terza a Lipsia 2017, Wuxi 2018 e Budapest 2019, che nella gara a squadre, una vittoria e due argenti; mentre agli Europei ha vinto tre ori, uno individuale e due a squadre, salendo sul podio in due delle restanti tre gare. E nella sciabola: terzo posto all’esordio in quartetto, insieme da Martina Criscio, Rossella Gregorio e Irene Vecchi, nella gara a squadre di Sint Niklaas nel 2019; edizione di Coppa in cui, dopo tre tappe, Arianna Errigo era la quarta azzurra nel ranking internazionale. 

Le prese di posizione di Errigo e Federazioni sono ben presto sfociate in aperta ostilità, tanto da finire in tribunale. E lo slittamento dei Giochi Olimpici di Tokyo non ha certo dato maggiori certezze. Quel che è sicuro è che Arianna Errigo, due medaglie olimpiche, diciotto mondiali, diciassette continentali e quattro Coppe del Mondo in bacheca, ai prossimi Giochi sarà in pedana. Nel fioretto, certamente, nella sciabola, si augura.

Perché, come disse Michael Jordan, la sconfitta si può accettare, ciò che è inaccettabile è rinunciare a provarci. 

Arianna Errigo festeggia la conquista di una medaglia ai Mondiali di Budapest 2019 (fonte: pagina Facebook ufficiale FIE)

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Niki Figus
Studente universitario. Naufrago del mare che sta tra il dire e il fare. Un libro, punk-rock, wrestling, carta e penna.

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