Il Giro torna a salire, nella dura tappa verso Aprica, che ha nel suo apice il Mortirolo: una chance per chi vuole rientrare in classifica e per chi vuole scavare un solco nella generale. Jan Hirt vince dalla fuga, Carapaz resta leader. 

GIRO D’ITALIA 2022, 16A TAPPA: JAN HIRT VINCE AD APRICA

Dopo la frazione interlocutoria verso Cogne, che ha incoronato Giulio Ciccone, il Giro d’Italia torna a salire nei 202km da Salò ad Aprica (Sforzato Wine Stage). Una tappa durissima, con 5.250m di dislivello mitigati solo in parte da un arrivo più “dolce”: si inizia a salire col GPM di Goletto di Cadino (19.9km al 6.2%), poi discesa e via al Mortirolo, 12.6km al 7.6% con punte al 16%. Il finale è ancora ad alte pendenze, con le salite verso Teglio (5.6km all’8.2%) e Santa Cristina (13.5km all’8%), quest’ultima a precedere la discesa e la leggera salita (4%) verso l’Aprica. Parte subito una maxi-fuga, che comprende tra gli altri Giulio Ciccone, Yates, Valverde e Kelderman: i 21 battistrada vanno di comune accordo fino al tratto intermedio tra Goletto di Cadino (Ciccone precede Bouwman) e il Mortirolo.

Qui, la fuga esplode e Ciccone si fa sorprendere: in testa Poels (Bahrain), Kämna (Bora), Rota (Intermarché), Bouwman (Jumbo), Valverde (Movistar), Arensman ed Hamilton (DSM): alle loro spalle 12 corridori a 1’05”, con Cataldo a tirare per Ciccone (Trek), coadiuvato da Zana (Bardiani), Kelderman (Bora), Bais (Androni), Carthy (EF), Fortunato (Eolo), Moniquet (Lotto), Vansevenant (Quickstep), Yates (BikeExchange), Formolo (UAE) e Guillaume Martin (Cofidis), e il gruppo a 4’31”. Il plotoncino di testa si screma ulteriormente sul Mortirolo, grazie alla super-azione di Hamilton per Arensman: Ciccone, invece, va in difficoltà e viene staccato da Hirt e Carthy, ritrovandosi da solo e venendo di fatto tagliato fuori dalla lotta per i punti della maglia azzurra e per l’eventuale vittoria di tappa. Quando Hamilton si rialza, dopo km e km di duro lavoro, restano dunque davanti in sette: Poels, Bouwman, Valverde, Arensman, Kämna, Hirt e Carthy. Sette corridori di livello, inseguiti da Ciccone e dagli altri contrattaccanti. Nel gruppo, invece, succede di tutto: sul Mortirolo tira l’Astana facendo vittime illustri (Richie Porte e Juan Pedro Lopez) e facendo faticare sia Hindley che Almeida, poi Nibali attacca in discesa. Lo Squalo riesce a guadagnare qualche secondo e si rialza, ma anche qui c’è uno sconfitto di turno: Pozzovivo, per reggere il ritmo indiavolato dei migliori, cade e perde terreno, vista la difficoltà di farsi raggiungere dall’ammiraglia.

Nel lungo tratto post-Mortirolo, la situazione si stabilizza, coi sette di testa a fare l’andatura e riguadagnare sul gruppo maglia rosa, ora distante 5’13”: Ciccone si rialza e, di fatto, si arrende insieme agli altri inseguitori. Questo plotoncino viene ripreso nella durissima salita verso Teglio, che inspiegabilmente non è GPM, ma fa guadagnare oltre un minuto al gruppo (ora a 4’01”) e fa staccare Koen Bouwman dal gruppetto dei fuggitivi, ridotto a sei unità (Poels, Valverde, Kämna, Arensman, Hirt, Carthy). Un gruppetto, quello di testa, che ha vista breve: Kämna va all’attacco e stacca tutti, arrivando al tratto più duro della salita di S. Cristina con 43” su Arensman, 1’10” sul terzetto Carthy-Hirt-Valverde e 2’59” sulla maglia rosa. Il tedesco sottovaluta però i rivali e le pendenze dell’ascesa, sempre oltre l’8%, e viene riassorbito: è Arensman a riprenderlo, salvo poi essere staccato a sua volta da Jan Hirt. Il ceco dell’Intermarché si difende in discesa, non molla il colpo e vince meritatamente la tappa, con 7” su Arensman.

Il terzo posto, invece, è dei big della classifica generale: la trenata di Poels fa esplodere il gruppetto dei migliori, coi soli Landa, Hindley e Carapaz all’attacco. L’australiano della Bora-Hansgrohe beffa la maglia rosa allo sprint, guadagnando 4” d’abbuono: Hindley, Carapaz, Valverde (ex fuggitivo) e Landa arrivano a 1’24”, con Almeida a 1’38” e Nibali a 2’06”. Perde molto terreno Pozzovivo, che arriva a 4’11”, mentre sprofonda Lopez: 7’15” di ritardo per lo spagnolo.

GIRO D’ITALIA: HINDLEY A 3” DA CARAPAZ, E DOMANI SI SALE ANCORA

Jai Hindley si conferma in splendida forma, nonostante un leggero attimo d’appannamento sul Mortirolo, e strappa 4” a Carapaz: l’ecuadoriano mantiene la maglia rosa, ma ora guida con soli 3” di vantaggio sull’australiano, che lo batte regolarmente allo sprint. Terzo Almeida (44”), che precede Landa (59”) e Nibali (3’40”): top-10 per Pozzovivo (3’48”), Pello Bilbao (3’59”), Buchmann (4’45”), Hirt (7’42”) e Valverde (9’04”). E domani si sale ancora, nei 168km da Ponte di Legno a Lavarone: si inizia subito con l’ascesa verso Palù di Giovo (5.9km al 6.8%), per poi proseguire con Passo del Vertiolo (11.8km al 7.7%) e la durissima salita di Menador/Monterovere (7.9km al 9.9%) che presenta punte al 15%. Segue un tratto di discesa, fino agli ultimi km in leggera salita al 4%. Potrebbe arrivare un nuovo scossone nella classifica generale, visti i distacchi ridotti tra i primi quattro.

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Marco Corradi
30 anni, un tesserino da pubblicista e una laurea specialistica in Lettere Moderne. Il calcio è la mia malattia, gli altri sport una passione che ho deciso di coltivare diventando uno degli Azzurri di Gloria. Attualmente collaboro anche con AgentiAnonimi.com, sito partner di Eurosport Italia

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