La Vuelta dà il via al trittico infernale che manderà fuori giri molti dei big che puntano alla vittoria finale: i corridori arrivano sul temibilissimo Alto de la Camperona, con le sue punte al 19.5% e un finale davvero infernale.

VUELTA 2018, 13A TAPPA: VITTORIA PER RODRIGUEZ, IL GRUPPO SI STUDIA

La Vuelta 2018 è pronta ad entrare nel vivo, e assaporare giorni intensi e infernali. Quest’oggi prende il via un trittico da paura, che saggerà le condizioni di forma dei big e taglierà fuori molti di loro dalla corsa alla vittoria: La Camperona, Les Praeres e Lagos de Covadonga sono le tre tappe del viaggio verso gli inferi. Si parte da una frazione che è tutt’altro che semplice. 174.8km da Candas-Carreno a Valle de Sabero-La Camperona, con due salite di riscaldamento (Alto de la Madera coi suoi 7km al 3.5% e Puerto de Tarna con 13km al 5.5%) prima della tremenda ascesa finale: l’Alto de La Camperona ”frega” i corridori partendo al 2-3%, ma poi la pendenza sale vertiginosamente fino alle tanto temute punte al 19.5% e a un finale intorno al 12-15%. Il totale dà 8.3km al 7.5% di pendenza media, un durissimo esame per i big, che partono soft. Come ieri, parte la potenziale fuga-bidone, con la bellezza di 32 corridori in testa: Izagirre (Bahrain), Gastauer (Ag2r), Rosskopf, Teuns (BMC), Burghardt, Majka, McCarthy (Bora), Armee, De Gendt, Lambrecht, Monfort, van der Sande (Lotto-Soudal), Erviti (Movistar), De Plus, Serry (Quickstep), King, Kudus (Dimension Data), Zakarin, Restrepo (Katusha), Henao (Sky), Hindley (Sunweb), Mollema, Conci, Felline (Trek), Ravasi (UAE), Bol (Burgos-BH), Aranburu, Rodriguez (Caja Rural), Mate (Cofidis), Prades, Garikoitz Bravo e Rodriguez (Euskadi). Il gruppo sembra combattere all’inizio, ma dopo che viene ripreso Herrada (che prova il bis) molla e lascia fare: ai -95 e a metà tappa il vantaggio sfiora i 10 minuti, e King (già vincitore di due tappe da fuggitivo) può ribaltare la classifica, dato che si trova a 7’04” dalla maglia rossa.

Sul Puerto de Tarna, però, la situazione cambia: Astana, Movistar, Mitchelton-Scott ed Education First si alternano in testa al gruppo e alzano il ritmo, accorciando e arrivando a dimezzare lo svantaggio ai piedi della salita. Ai -13, il gruppo si trova a 4’11”, e davanti iniziano gli scatti: i primi a muoversi sono Majka e Zakarin, ma il russo cede sul tratto più duro. Majka resta così solo, e viene raggiunto da Teuns e Kudus: l’azione decisiva è però dello spagnolo Oscar Rodriguez, che va all’assalto alla garibaldina e riprende tutti gli avversari. Il basco della Euskadi trionfa sull’Alto de La Camperona, approfittando dello stallo di un gruppo che ha recuperato poco più di un minuto in una salita infernale, affrontandola quasi a passo di crociera: la vera selezione c’è stata solo nel finale, e l’eccessivo stallo ha portato alla nuova vittoria della fuga, con Majka secondo a 19” e Teuns terzo a 30”. Nel plotone il più pimpante è Nairo Quintana, che scatta con Simon Yates: i due fanno apparentemente il vuoto, e Quintana fa un piccolo scatto ulteriore nel finale, senza però guadagnare granchè. Il colombiano chiude a 2’32” dal vincitore, guadagnando 6” a Yates, 9” a Mas e 17” a Valverde e Pinot. Superman Lopez, con un salto di catena che gli ha fatto perdere 15”, chiude a 2’52”, mentre Kelderman (con De La Cruz, Kruijswijk e Uran) arriva a 2’57”. Male Izagirre, che arriva a 3’14” solo grazie al fratello, e perdono anche Buchmann (3’19”) e Fabio Aru (3’26”): 3’48” di ritardo per Kwiatkowski, e staccatissimo Vincenzo Nibali, che viene battuto anche da Richie Porte (6’41”) e chiude oltre la top-100 e alle spalle di Trentin con 27’21” di ritardo e una poco onorevole 125a posizione, sentendo le fatiche dei due giorni precedenti e di quel doppio tentativo di fuga.

VUELTA 2018, 13A TAPPA: JESUS HERRADA DIFENDE LA MAGLIA ROSSA, DOMANI L’ESAME DI LES PRAERES

Nonostante tutto, però, la maglia rossa non cambia proprietario, perchè Herrada si difende e chiude a 4’18”, guadagnandosi il diritto a vestire il simbolo del primato anche domani. Lo spagnolo della Cofidis guida con 1’42” su Simon Yates e 1’50” su Quintana, con Valverde quarto a 1’54” e Lopez quinto a 2’23”: completano la top-10 Uran (2’33”), Ion Izagirre (2’35”), Gallopin (2’40”), Kruijswijk (2’44”) e Buchmann (2’47”). 13° posto per Kelderman a 3’51”, 16° per Pinot a 4’13”: il francese supera Fabio Aru, che ora si trova in 17a posizione a 4’19” e prosegue la sua Vuelta anonima, sopravanzando però Kwiatkowski (19° a 5’02”).

Domani la corsa vivrà una frazione infernale. Partenza da Cistierna e arrivo a Les Praeres-Nava dopo 171km ricchi di salite. Si parte con Puerto de San Isidro (pendenza media al 3%), per poi proseguire coi più duri Alto de la Colladona (5.3km all’8.1%) e Alto de la Mozqueta (6.5km all’8.7%): l’Alto de la Falla de los Lobos fa riposare leggermente i big coi suoi 5.3km al 6.4%, ma poi ecco il nuovo inferno. Les Praeres ricorda vagamente Los Machucos del 2017, con una salita breve e pendenze secche: 4km al 12.5% di pendenza media, ma con due km al 17% e un finale che ”spiana” andando al 7% e fa scendere la pendenza media. Sarà un bell’esame per tutti i big, soprattutto per chi soffre i cambi di ritmo e potrebbe naufragare. E poi, domenica, Lagos de Covadonga darà la definitiva mazzata ai corridori in difficoltà.

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Marco Corradi
31 anni, un tesserino da pubblicista e una laurea specialistica in Lettere Moderne. Il calcio è la mia malattia, gli altri sport una passione che ho deciso di coltivare diventando uno degli Azzurri di Gloria. Collaboro con AlaNews e l'Interista

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