A margine del commento alle grandi prestazioni dell’Italia del nuoto alle Olimpiadi di Tokyo 2020, con quel record di sei medaglie eguagliato, arriva il duro sfogo del presidente di Federnuoto e LEN Paolo Barelli: “Il nuoto va aiutato, o il movimento morirà”. Le sue parole.

OLIMPIADI TOKYO 2020, NUOTO: IL COMMENTO DI PAOLO BARELLI (pres. Federnuoto)

L’Italia del nuoto ha chiuso due ore fa le sue avventure in acqua. Lo strepitoso bronzo della 4x100mx maschile ha sancito la storicità delle Olimpiadi di Tokyo 2020, che con sei medaglie (due argenti e quattro bronzi) hanno eguagliato il record di podi ottenuto a Sydney 2000. Un grande risultato per la FIN, Federazione Italiana Nuoto, presieduta insieme alla LEN (Lega Europea Nuoto) da Paolo Barelli: il deus ex machina del nuoto azzurro a livello politico e dirigenziale ha commentato così la nostra rassegna a cinque cerchi.

LE MEDAGLIE – “Sei medaglie erano difficili da pronosticare e sperare. Conoscevamo da tempo la situazione di Gregorio Paltrinieri e Simona Quadarella, due problematiche difficili e differenti (mononucleosi per Greg, fortissimo virus intestinale per la romana) che avrebbero fiaccato e distrutto chiunque. Trovare invece due medaglie proprio da loro rappresenta un miracolo inaspettato. Sei medaglie, che sarebbero potute essere di più, rappresentano un bilancio molto lusinghiero. Emozioni? Le corsie 4 delle staffette mi hanno dato qualcosa che ricorderò per sempre. Non capita tutti i giorni, e non capita tutti i giorni di ottenere due medaglie in staffetta: a livello olimpico eravamo fermi ad Atene 2004 e alla 4x200sl. Questi podi hanno fatto intravvedere a tutti due/tre punte che esploderanno e sbocceranno definitivamente a breve: Ceccon ha i numeri per essere tra i primi al mondo, ha classe e diventerà un top nello stile libero oltre che nel dorso. Burdisso sarà un campionissimo. Miressi è maturato e ha raggiunto uno status che gli consente di giocarsela sempre coi migliori. E, aggiungo, il numero di finali e record italiani ci rende orgogliosi”.

IL SEGRETO DELL’ITALNUOTO – “Il lavoro delle società e dei tecnici, bravi nelle società come sono bravissimi quelli delle Nazionali. Non abbiamo mille punte e mille fenomeni come USA, Australia, Russia e Cina che hanno un bacino pazzesco e si ritrovano costretti ad effettuare selezioni durissime, dunque saper gestire al meglio le nostre eccellenze rappresenta la nostra miglior caratteristica. Nel momento in cui due punte hanno avuto mononucleosi e influenza intestinale, in tanti si aspettavano infatti una crisi, ma la squadra ha mostrato qualità e compattezza. Ed è positivo che sia Gregorio che Simona siano andati a podio: da Greg ci aspettiamo molto anche nella 10km, sperando che si stia ristabilendo del tutto”.

FEDERICA PELLEGRINI – “Tutto il mondo l’ha applaudita, e ovviamente anche il nuoto italiano. Sogno di vederla agli Europei 2022, mai dire mai anche se il suo ritiro e addio al nuoto internazionale sembra definitivo. Siamo aperti a un suo sbarco in Federazione, e da parte nostra diciamo che siamo pronti a darle qualunque ruolo possa svolgere per supportare e valorizzare il nuoto a livello sportivo e mediatico. C’è massima disponibilità, ne parleremo a breve”.

NUOTO, LO SFOGO DI PAOLO BARELLI: “SENZA FONDI, QUESTO SPORT RISCHIA DI SPARIRE”

Dal commento alle Olimpiadi azzurre, però, Paolo Barelli passa a un durissimo sfogo nei confronti dello stato dell’arte del nuoto italiano. La chiusura prolungata di piscine e, in parte, palestre, ha di fatto ridotto ai minimissimi termini l’attività di base e il reclutamento dal basso, col fallimento e/o chiusura di molti impianti che rappresentavano il cuore pulsante del movimento. Barelli chiede seri aiuti al Governo, per evitare che questa Olimpiade e questo movimento azzurro diventino un ricordo opaco tra qualche anno, quando si vedranno gli effetti di questa sparizione progressiva dell’attività di base. Un durissimo sfogo, il suo, che vi riportiamo di seguito: “Colgo l’occasione per dire che, se non arrivano contributi seri e reali agli impianti e alle società e non elemosine, numeri come questi non si vedranno più. E credo che verrà meno l’attività motoria in Italia. Le piscine sono ambiti costosi e delicati da gestire, e quei poveri cristi di gestori/presidenti societari che oltre a tenere in vita gli impianti hanno anche speso per far nuotare i ragazzi, non ce la fanno più. Prepariamoci, perchè se arrivano solo elemosine, tutto questo non sarà più possibile. Il mio non è un pianto, ma una dichiarazione realistica. Vedo che il mio amico, e lo dico con enorme sincerità perchè il nostro è un grande rapporto d’amicizia, Gabriele Gravina della FIGC ha ottenuto la possibilità di parlare col Governo ed esprimere la necessità di fondi a ristoro del grande calcio.

Io sono d’accordo, perchè è una realtà sociale e sportiva, ma non vorrei che si pensasse soltanto alle realtà professionistiche come il calcio e si dimenticasse quello che è lo sport di base per ragazzi e cittadini. Dev’esserci una strategia economica per sostenere lo sport, perchè qui lo sport si fa solo se esistono le società sportve. Gli americani hanno università pubbliche e private, college, finanziamenti di privati e sponsor che portano soldi su soldi… Da noi è diverso. Abbiamo i presidenti che mettono mano al portafoglio e spendono di tasca propria. Chi pensa che lo sport sia vantaggioso o imprenditoriale,si sbaglia alla grande. Senza contributi, fallisce il sistema. Ne abbiamo parlato con Valentina Vezzali e lo rifaremo, ma il problema è generale ed è rappresentato dalla marginalità data allo sport negli ambienti politici. Tutti i partiti sono assenti e non si interessano ai problemi che ho esposto in Parlamento, facendo un appello ai tanti colleghi che hanno parenti impegnati nel nuoto e chiedendo loro di mettersi una mano sulla coscienza. Senza attività di base, non arrivano quelle medaglie che sono l’enorme ciliegina sulla torta del lavoro che c’è nel sottobosco del nuoto. Spero che queste immagini positive possano essere un richiamo verso la serietà e i contributi di altissimo livello al nuoto. Per una piscina servono 30/40mila euro al mese, servono persone iscritte che mancano da uno-due anni per l’allarmismo che si è creato. Sono molto preoccupato. E devo far sentire le urla degli imprenditori sull’orlo del fallimento, che mi chiedono aiuto”.

Un accorato appello, che speriamo venga raccolto: senza l’attività di base, lo sport italiano è destinato a diventare marginale. Il Governo ne prenda atto e, nei limiti del possibile, intervenga…

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Marco Corradi
31 anni, un tesserino da pubblicista e una laurea specialistica in Lettere Moderne. Il calcio è la mia malattia, gli altri sport una passione che ho deciso di coltivare diventando uno degli Azzurri di Gloria. Collaboro con AlaNews e l'Interista

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