L’Italia completa la sua ottima marcia nel nuoto in acque libere con la 25km, che ci regala due medaglie e fa salire gli azzurri a quota 8: podio per Arianna Bridi nella gara femminile e per Matteo Furlan nella maschile. Il film delle loro gare!

MONDIALI BUDAPEST 2017: MATTEO FURLAN È ARGENTO NELLA 25KM MASCHILE

Condurre una gara di testa non sempre vuol dire andare a medaglia, almeno nel nuoto di fondo: ne sa qualcosa Simone Ruffini, che resta a secco in questi Mondiali di Budapest e manca il podio anche nella 25km. E dire che l’azzurro aveva fatto un’ottima gara, restando sempre coi migliori e tenendo per un lunghissimo tratto (con qualche parentesi in testa) la seconda posizione alle spalle del francese Reymond: uno sforzo notevole per il nostro campione, che paga lo scotto e resta senza benzina nell’infuocato finale, crollando fuori dal podio, seppur a meno di 7” dal vincitore. Un vincitore che manco a dirlo è francese, ma non si può dire che Reymond, che pure era stato in testa per più di metà gara, abbia avuto vita facile: merito della fantastica prova di Matteo Furlan, tra i più brillanti nel gruppetto dei big dopo una prima metà di gara conservativa, nella quale è stato parecchio tempo a centro gruppo a studiare i rivali. L’azzurro, a differenza di Ruffini, chiude alla grande, e perde per soli sei decimi allo sprint, precedendo il russo Drattcev: Italia d’argento nella 25km maschile dunque, con Matteo Furlan che centra una nuova medaglia iridata dopo quelle di Kazan, dove fu bronzo nella 5 e nella 25km.

MONDIALI BUDAPEST 2017: BIS ITALIA, ARIANNA BRIDI È BRONZO NELLA 25KM MASCHILE

Ma l’Italia non si ferma qui, e piazza il bis nella gara femminile, salendo così a 8 medaglie, con un oro, due argenti e cinque bronzi complessivi: stavolta è Arianna Bridi a portarci sul podio dopo una gara intelligente, nella quale non ha mai perso la concentrazione. L’azzurra resta a lungo nel gruppo con Martina Grimaldi, ma al momento dell’attacco in testa al plotone le nostre ragazze si fanno trovare pronte, battezzando la scia di Sharon van Rouwendaal e Aurelie Muller e portando con sè l’immancabile Anna Marcela Cunha: la Muller si tira fuori dalla corsa alle medaglie sbagliando rotta (finirà, sfinita, a 6’30” dalla vincitrice), Martina Grimaldi invece cede alla distanza e conquista un solitario quarto posto a 1’56” dall’oro. E così la lotta per il podio si riduce a tre atlete, che hanno un margine sufficiente per poter rischiare il tutto per tutto nel giro finale: la più brillante è, manco a dirlo, la Cunha, che conquista l’oro e stacca l’olandese e l’azzurra. Arianna Bridi chiude così con un altro bronzo, terminando terza a 9.8” dalla brasiliana, e può essere soddisfatta del suo Mondiale: ha partecipato a due gare ed è andata due volte sul podio. Una sicurezza in una rassegna iridata che ha riservato sorprese.

MONDIALI BUDAPEST: IL BILANCIO DEL NUOTO IN ACQUE LIBERE

L’Italia del fondo può essere soddisfatta del suo bottino, che ha portato due argenti (Sanzullo nella 5km, Furlan oggi) e tre bronzi (la staffetta mista 5km ieri, Arianna Bridi nella 10 e nella 25km) al medagliere azzurro, ma non possiamo non soffermarci su due dati di fatto: il primo è rappresentato dalla forza della Francia, che ha costruito in pochi anni un movimento formidabile, capace di portare a casa quattro ori e un bronzo, il secondo invece dalle sorprese in maglia azzurra. Erano tre i grandi protagonisti attesi in questo Mondiale: Simone Ruffini al maschile (10-25km), Martina Grimaldi (25km) e Rachele Bruni (10km) al femminile, e nessuno dei tre è andato a medaglia nelle gare nelle quali avevano tutti gli occhi puntati addosso, con la Bruni che si consola parzialmente col bronzo della staffetta. E così, ecco i vari Sanzullo, Bridi e Furlan a colmare il vuoto dei superbig e confermarsi ad altissimo livello nell’ennesima dimostrazione della forza del movimento azzurro che, lo ribadiamo, allo stato attuale delle cose ha portato a casa dal Lago Balaton cinque medaglie sulle otto complessive dell’Italia.

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Marco Corradi
31 anni, un tesserino da pubblicista e una laurea specialistica in Lettere Moderne. Il calcio è la mia malattia, gli altri sport una passione che ho deciso di coltivare diventando uno degli Azzurri di Gloria. Collaboro con AlaNews e l'Interista

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