Continua il disvelamento del percorso del Giro d’Italia 2022: dopo la Grande Partenza in Ungheria, ecco tutte le tappe mosse, per velocisti e di montagna. Domani il percorso si completerà col Grande Arrivo, l’ultima tappa che vedrà la corsa rosa arrivare a Verona.

GIRO D’ITALIA 2022: DALL’UNGHERIA AL VENETO, TUTTE LE TAPPE

Prosegue il disvelamento del percorso del Giro d’Italia. Nella nuova era, il tracciato è stato svelato in quattro tronconi: vi avevamo già parlato della Grande Partenza in Ungheria, e in seguito sono arrivate le ufficialità delle tappe per velocisti (lunedì), delle tappe collinari (martedì) e delle tappe di montagna (oggi). Venti frazioni su ventuno dunque, a modellare un Giro che avrà le sue tappe più lunghe nei 201km da Kaposvar al Lago Balaton (3a) e da Santarcangelo di Romagna a Reggio Emilia (11a), due tappe piatte per velocisti. Per il resto, molte frazioni brevi e impegnative, e (ad oggi) una sola cronometro. Le prime tre tappe erano già note: si parte da Budapest, con una prima frazione verso Visegrad (lunga 195km) e l’arrivo su un durissimo strappo con punte all’8.7%, per poi proseguire coi 9.2km di cronometro nella capitale d’Ungheria e l’arrivo in salita nella città alta, mentre la terza tappa sarà quella già citata del Lago Balaton. Dopo il trittico ungherese si riposa, e il 10 maggio si riparte dalla Sicilia col primo vero arrivo in salita del Giro 2022. 166km da Avola all’Etna, Rifugio Sapienza: un versante duro, con punte al 18% e pendenza media al 7%, ma soprattutto con un’ascesa che supera i 25km, contando anche un tratto in falsopiano che porta al via vero e proprio dell’ascesa dal versante di Nicolosi. Sarà il primo test per i big, che poi potranno riposarsi in due tappe per velocisti: la corsa rosa infatti proseguirà con la Catania-Messina (172km) e la Palmi-Scalea (192km), entrambe per gli sprinter e senza particolari asperità. Più insidiosa, invece, la 7a tappa, 198km senza respiro da Diamante a Potenza. L’avvio lungo il mare è l’unico momento pianeggiante, con salite e saliscendi continui: il Monte Sirino, la Montagna Grande di Viggiano e la Sellata portano all’arrivo. Intrigante anche l’ottava tappa, 149km da Napoli a Napoli dove si affronta un duro circuito da percorrere cinque volte, con le salite di Bacoli e Monte di Procida: da qui, una breve discesa per l’arrivo, in uno sprint a ranghi ridotti, sul lungomare di via Caracciolo. La prima fase del Giro d’Italia si concluderà con un altro arrivo in salita, nei 187km da Isernia al Blockhaus, affrontato dal versante di Roccamorice, con pendenza media dell’8.6% nei 13.5km d’ascesa e punte ben oltre la doppia cifra. Il Blockhaus sancirà anche il secondo giorno di riposo, in data 16 maggio. La seconda settimana sarà più “tranquilla”, anche se verrà avviata con la frequente tappa sui muri marchigiani. 194km da Pescara a Jesi, con tratti ripidi e salite brevi, ma che possono spezzare le gambe: si affrontano Civitanova Alta, Sant’Ignazio di Montelupone, Recanati, Filottrano, Santa Maria Nova e Monsano. A Jesi arriverà un gruppetto ristretto, o forse il gruppo si riposerà lasciando la scena ai fuggitivi. Il giorno seguente, ecco la frazione più lunga del Giro, nei 201km pianeggianti da Santarcangelo di Romagna a Reggio Emilia. Colline e saliscendi, invece, nella 12a frazione: 186km da Parma a Genova, con Monte Becco e Monte Fasce destinati a ridurre di parecchio il gruppo. Nella cantilena di questa seconda settimana, ecco ancora i velocisti protagonisti nei 157km da Sanremo a Cuneo. Scenario per i passisti e/o scalatori, invece, nella 14a frazione: 153km da Santena a Torino, con le scalate plurime di Superga (due volte), Colle della Maddalena e Santa Brigida (tre volte) in duro circuito finale. La seconda settimana si chiuderà con un insidioso tappone alpino tra Piemonte e Val d’Aosta: 177km da Rivarolo Canavese a Cogne, con 4mila metri di dislivello e un’ascesa finale al 4.3% di pendenza media, che arriva però dopo le ascese verso Pila, Les Fleurs e Verrogne, arrivando nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Degli ultimi 80km, 46 saranno in salita. E qui, lunedì 23 maggio, si terrà l’ultimo giorno di riposo prima di una terza settimana (sulla carta) da incubo. Si parte subito fortissimo, con la tappa più dura del Giro d’Italia 2022. 200km da Salò ad Aprica in quella che è stata ribattezzata “Sforzato Wine Stage” e sarà la tappa più dura del Giro coi suoi 5.440m di dislivello. Si scalano il Goletto di Cadino, il Mortirolo, Teglio e il Valico di Santa Cristina, che ci fece scoprire Marco Pantani nel 1994 e manca dalla corsa rosa dal 1999: i suoi 12.5km con pendenza media dell’8.2% e punte del 14% precedono la picchiata verso Aprica. Qui si vedrà chi può vincere il Giro. Anche perchè non si respira, visto che il giorno seguente arrivano i 165km da Ponte di Legno a Lavarone: l’arrivo in leggera discesa e/o falsopiano a 1125m non deve illudere, visto che svengono scalate Palù di Giovo, il Passo del Vetriolo e la salita di Monte Rovere/Menador coi suoi 7.9km al 9.9%, che sarà il preludio al tratto finale. Subito dopo, ecco un giorno di “respiro”, nei 146km da Borgo Valsugana a Treviso che sono pensati per i velocisti, ma poi si torna a salire. L’ultima tappa collinare arriva venerdì 27 maggio, nei 178km da Marano Lagunare al Santuario di Castelmonte, con lo scollinamento in Slovenia per vedere Caporetto (o meglio, Kobarid) e scalare il Monte Kolovrat, 10km al 10%. Lungo falsopiano per tornare in Italia e poi ecco l’ascesa verso il Santuario, con punte al 14%. Insomma, una tappa collinare solo sulla carta: sarà salita vera. Così come sarà salita vera nella penultima tappa, coi 167km da Belluno al Passo Fedaia/Marmolada: si scalano il San Pellegrino (pendenze oltre il 15%), il Pordoi (Cima Coppi) e il Fedaia, col temibile rettilineo conclusivo di Malga Ciapela, che presenta una pendenza media all’11.4% e punte al 18%. Qui si dipaneranno gli ultimi dubbi (se ce ne saranno) del Giro d’Italia 2022.

GIRO D’ITALIA, L’ATTESA PER IL “GRANDE ARRIVO”

Vi abbiamo presentato venti tappe del Giro d’Italia, e manca solo quello che è stato ribattezzato “Grande Arrivo”, e rappresenta l’ultima incognita della corsa rosa. La quinta e ultima parte della presentazione “a scaglioni” del percorso si terrà infatti domani e scioglierà le ultime riserve sull’arrivo del Giro. Dai rumours e dai pre-annunci sappiamo già qualcosina: sarà una cronometro con arrivo all’Arena di Verona, ormai da anni città designata per ospitare il traguardo. Resta da capirne il chilometraggio, e se il percorso sarà quello consueto con la salita delle Torricelle oppure ci saranno sorprese.

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Marco Corradi
31 anni, un tesserino da pubblicista e una laurea specialistica in Lettere Moderne. Il calcio è la mia malattia, gli altri sport una passione che ho deciso di coltivare diventando uno degli Azzurri di Gloria. Collaboro con AlaNews e l'Interista

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