I Mondiali di Wollongong premiano il dominatore del finale di stagione: Remco Evenepoel fa il vuoto e si prende il primo iride tra i professionisti. Argento a Laporte, bronzo a Matthews. Sfuma in extremis la medaglia per l’Italia. 

MONDIALI CICLISMO: EVENEPOEL DOMINA A WOLLONGONG

Remco Evenepoel sul tetto del mondo: il belga domina e distrugge la concorrenza, prendendosi il primo titolo iridato tra i professionisti in Australia. Molto interessante il percorso dei Mondiali, nei 266.9km con partenza da Helensburg ed arrivo a Wollongong. Un tratto di trasferimento, che ha nel Mount Keira (8.7km al 5%) la sua unica asperità, porta la corsa al circuito finale: 17.1km da ripetere 12 volte, con la salita di Mount Pleasant (1.1km al 7.7%, punte al 14%) come punto decisivo. I Mondiali perdono subito Mathieu van der Poel (vedi sotto) e vengono scanditi inizialmente da una fuga con 16 corridori: all’attacco Sessler (Brasile), Sagiv (Israele), Juraj Sagan (Slovacchia), Primozic (Slovenia), Pellaud (Svizzera), Owsian (Polonia), McGill (USA), Liepins (Lettonia), Kukrle (Rep. Ceca), Fouché (Nuova Zelanda), Coté (Canada) più Serry (Belgio), Sivakov (Francia), Battistella (Italia), O’Connor e Plapp (Australia) che sono rientrati in un secondo momento sulla spinta dell’italiano. Senza esito, invece, l’azione in contropiede del primo atleta mondiale del Vaticano, Reen Schuurhuis, che tenta di rientrare e si ritira dopo aver fallito.

Vantaggio massimo di sette minuti per i fuggitivi, prima che il gruppo inizi ad organizzarsi: in testa si vedono soprattutto Spagna e Olanda, con rapide passate di Francia e Gran Bretagna. Il momento di svolta per la corsa arriva a sei giri dal termine: Pacher attacca e porta via un gruppetto nutrito, che comprende anche Bardet, Hindley, Lutsenko ed Evenepoel oltre ai nostri Rota e Conci. Il plotoncino va a riprendere i fuggitivi nel quartultimo giro, col primo e timido attacco di Remco: sprofonda il gruppo dei favoritissimi (van Aert, Alaphilippe, Pogacar, Girmay, Matthews), che scivola a 2’11” e sembra tagliato fuori, a tre tornate dal termine. Sembra, perchè l’azione di Pogacar e Madouas su Mount Pleasant riporta il plotone a 1’10” dai leader: inspiegabilmente però dietro si rialzano, dando il via libera ad Evenepoel e compagni. Nelle fasi finali del terzultimo giro, si muove Lutsenko: lo segue solo Remco, col duo che s’invola inseguito a distanza da un quartetto (Rota, Eenkhorn, Schmid, Skjelmose) e il gruppo tagliato fuori a 2’20”.

Sulla penultima ascesa, Evenepoel stronca Lutsenko e va da solo: un giro e mezzo a cronometro per il belga, che si invola verso il meritatissimo titolo mondiale. Remco nella storia, cancellando Lemond che era stato l’ultimo a vincere un grande giro e i Mondiali nel 1989, e l’unico a vincere (fino ad oggi) il titolo da jr e da professionista: il belga vince a 22 anni dopo una stagione storica, in cui ha vinto Liegi, Clasica San Sebastian e Vuelta prima dell’iride. Torna dunque al successo dopo dieci anni (Gilbert, 2012) il Belgio, mantiene l’iride la Quick-Step dopo il biennio di Alaphilippe: Evenepoel rifila 2’21” agli inseguitori. La follia tattica di Rota e degli inseguitori, che si fermano nell’ultimo km, fa rientrare il gruppo: sfuma la medaglia per l’Italia, con Laporte d’argento e Matthews al bronzo. Quarto van Aert davanti a Trentin, nei dieci anche Bettiol che chiude 8°.

MONDIALI CICLISMO: L’ASSURDA VICENDA DI VAN DER POEL

Ha dell’assurdo la vicenda che, con ogni probabilità, ha portato al ritiro “obbligato” di Mathieu van der Poel. L’olandese, grande favorito su un percorso perfetto per le sue caratteristiche, ha vissuto una notte da incubo. Un alterco con delle ragazzine chiassose (13 e 14 anni), che bussavano ripetutamente alla sua porta disturbandolo, ha portato ad uno scontro fisico con una ferita al gomito per una delle due giovani. Da qui la chiamata alla polizia e l’inizio di una vicenda surreale: VDP è stato portato in commissariato, arrestato e trattenuto fino alle 4 di mattina, quando è stato rilasciato su cauzione con annesso sequestro del passaporto e processo fissato per martedì con due accuse per aggressione. Durissimi gli australiani, come abbiamo imparato negli anni, ingenuo VDP. Il suo Mondiale, condizionato dal nervosismo e dal sonno mancato e (forse) dal rischio di un incidente diplomatico in caso di vittoria, si è concluso dopo col ritiro dopo 25km. Una vicenda che ha gettato parzialmente ombra su un bellissimo Mondiale.

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Marco Corradi
31 anni, un tesserino da pubblicista e una laurea specialistica in Lettere Moderne. Il calcio è la mia malattia, gli altri sport una passione che ho deciso di coltivare diventando uno degli Azzurri di Gloria. Collaboro con AlaNews e l'Interista

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