Primo tappone pirenaico per il Tour de France, che arriva sul Col du Portet dopo aver scalato Peyresourde e Col de Val Louron-Azet: oggi Tadej Pogacar potrebbe dare lo scossone definitivo alla classifica generale, e ipotecare la vittoria della sua seconda Grande Boucle.

TOUR DE FRANCE 2021, 17A TAPPA: POGACAR REGOLA VINGEGAARD E CARAPAZ

Dopo una giornata interlocutoria, il Tour de France riparte dal primo vero tappone pirenaico della terza settimana, nei 178.4km da Muret a Saint-Lary-Soulan/Col du Portet: 113km pianeggianti e vallonati prima di un trittico infernale che esalterà gli scalatori. Dopo lo sprint di Bagneres-de-Luchon, si inizia a salire col Peyresourde, 13.2km al 7%, per poi proseguire con l’ascesa verso il Col de Val Louron-Azet (7.4km all’8.3%) e l’ascesa conclusiva verso il Col du Portet: 16km all’8.7% che saranno probabilmente uno dei momenti decisivi della Grande Boucle dominata da Tadej Pogacar. Nel tratto “facile” parte la fuga, con sei uomini all’attacco: Postlberger (Bora), van Poppel (Intermarché-Wanty), Godon (Ag2r), Perez (Cofidis), Turgis (Direct Energie) e Chevalier (B&B), corridori che guadagnano 8’30” sfruttando il ritmo blando del gruppo. Sul Peyresourde, attaccano dal gruppo (tirato dalla UAE) Gesbert e Quintana (Arkea), oltre a Wout Poels (Bahrain), con gli ultimi due corridori in lotta per la maglia a pois, che guadagnano una trentina di secondi prima di essere ripresi. Scatti continui di Latour, che viene neutralizzato dal ritmo della UAE, che screma il gruppo. Sul Col de Val Louron-Azet, Perez stacca i compagni di fuga: Godon rientra solo in discesa, Turgis scivola a 1’10” e verrà ripreso dal gruppo, che scollina con 3’46”. Poels guadagna punti su Quintana, allungando nella classifica dei GPM (78pti, con Quintana/Woods a 66 e van Aert a 64), ma nessuno si muove e il lungo trasferimento verso il Col du Portet prosegue.

Sulle prime rampe del Col du Portet, attacca nuovamente Perez sfruttando le difficoltà di Godon, mentre McNulty e Majka alzano il ritmo nel gruppo: cedono tra gli altri Alaphilippe e van Aert, poi Paret-Peintre e Thomas, e la selezione prosegue. Si alternano in testa Castroviejo (INEOS) e Majka (UAE), unici gregari rimasti con la top-10 della generale: cede Lutsenko, cedono Mas e Guillaume Martin che finiscono nel gruppetto con Poels, mentre resta coi migliori Gaudu. Majka accelera, riprende Pello Bilbao e fa da apripista all‘attacco di Tadej Pogacar, che va a riprendere Anthony Perez ai -8.4km: restano con lui Vingegaard, O’Connor e Uran, rientra di passo Carapaz. Un nuovo scatto di Pogacar fa fuori l’australiano, poi sul ritmo cede anche Uran: Vingegaard e Pogacar si danno il cambio regolarmente, tra scatti e accelerazioni dello sloveno, che però non riesce a liberarsi dei suoi due rivali, con Carapaz che digrigna i denti e resta coi compagni d’azione. Gaudu esce dal gruppo-Uran e si porta in quarta posizione, mentre il terzetto prosegue e arriva a 1’10” su Uran quando mancano 2km: Pogacar effettua il quarto scatto, ma la mossa che fa davvero male è quella di Carapaz. Scatto secco ai -1.3km e Vingegaard si stacca, per poi rientrare: lo sprint viene lanciato nei durissimi metri finali, e premia Tadej Pogacar. Lo sloveno vince la 17a tappa, che premia sempre chi vincerà il Tour: 3” per Vingegaard, che precede Carapaz (4”), mentre è quarto Gaudu a 1’19” precedendo O’Connor (1’26”), Kelderman (1’40”), Pello Bilbao (1’44”) e Uran, che arriva a 1’49” scortato dal compagno Higuita. Perdono Mas (2’28”), Lutsenko (2’54”) e Guillaume Martin (3’40”), crolla Mattia Cattaneo che chiude a 4’46”.

TOUR DE FRANCE, POGACAR IN GIALLO ALLA VIGILIA DI LUZ ARDIDEN: VINGEGAARD E CARAPAZ SCAVALCANO URAN

Tadej Pogacar non mostra lo strapotere visto alle Alpi, quando partì rifilando tre minuti a tutti, ma ottiene il suo secondo successo di tappa in questo Tour e guadagna qualche secondo. Lo sloveno e vincitore dell’anno scorso resta ovviamente in maglia gialla con 5’39” su Vingegaard e 5’43” su Carapaz, con Rigoberto Uran che perde quasi due minuti ed è ora quarto a 7’17”, insidiato da Ben O’Connor (7’34”): top-10 completata da Kelderman (8’06”), Mas (9’48”), Lutsenko (10’04”), Guillaume Martin (11’51”) e Pello Bilbao (12’53”), con Gaudu in 11a posizione (15’42”) davanti a Cattaneo (19’41”). Domani l’ultimo e decisivo tappone pirenaico, nei 129.7km da Pau a Luz Ardiden, salita che vide l’apice del duello tra Lance Armstrong e Marco Pantani: due blandi GPM iniziali, poi si arriva a Bagneres-de-Bigorre e inizia il Tourmalet (17.1km al 7.3%), apripista verso un’ascesa finale da 13.3km al 7.4%. Il podio potrebbe decidersi domani, anche se sabato ci saranno i temuti e temibili 30km a cronometro.

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Marco Corradi
30 anni, un tesserino da pubblicista e una laurea specialistica in Lettere Moderne. Il calcio è la mia malattia, gli altri sport una passione che ho deciso di coltivare diventando uno degli Azzurri di Gloria. Attualmente collaboro anche con AgentiAnonimi.com, sito partner di Eurosport Italia

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