Foto di copertina: Charléne Guignard e Marco Fabbri al termine della prova durante i Mondiali di Montreal (sito ufficiale FISG: www.fisg.it)

I Mondiali di pattinaggio artistico si sono conclusi con un grande risultato per il movimento azzurro. A Montreal, Canada, il duo composto da Charléne Guignard e Marco Fabbri si è riconfermato ai vertici della disciplina, conquistando il bronzo mondiale. Per la coppia, non solo sulla pista ma anche nella vita, si è trattato di un piacevole bis iridato, dopo l’argento conquistato lo scorso anno a Saitama.

I nostri portacolori, secondi dopo la grande esibizione nella Rhythm Dance che è valsa un punteggio di 87,52, sono scesi nuovamente in pista con la giusta determinazione per poter ben figurare davanti ad un parterre de rois. Nella prova di Free Dance, infatti, sono stati più forti degli imprevisti come nel momento in cui la gonna del vestito di gara di Charléne si è impigliata nella lama del suo pattino destro. L’azzurra, proprio nel momento topico della coreografia, ha mantenuto la calma, riuscendo a portare a casa la performance, sostenuta da un sontuoso Fabbri.

La gara è stata vinta dagli invincibili statunitensi Madison Chock ed Evan Bates, riconfermatisi campioni del mondo nella specialità un anno dopo l’exploit in terra giapponese. Sul secondo gradino del podio sono giunti i canadesi Piper Gilles e Paul Poirer. La coppia azzurra, da parte sua, ha dimostrato una grande capacità di resilienza, oltre ad una tenuta psicofisica davvero invidiabile, considerando che si tratta della coppia più matura di tutto il circuito con i 36 anni di Marco Fabbri e i 34 di Charléne.

La fulgida dimostrazione della loro estrema professionalità si è nitidamente vista nella free dance, con la quale hanno senza dubbio completato uno dei migliori programmi della loro carriera.  Per l’Italia si tratta del sesto podio mondiale nella competizione, mentre per i due atleti azzurri si aprono le porte del Pantheon nazionale del pattinaggio. Con il bronzo appena conquistato, infatti, hanno bissato il doppio podio iridato consecutivo che l’Italia non gustava dall’oro a Nizza 2000 e dall’argento a Vancouver 2001 dell’accoppiata Maurizio Margaglio e Barbara Fusar Poli. Proprio quest’ultima, insieme a Roberto Pelizzola, è oggi l’allenatrice della coppia azzurra, mai come oggi detentrice del testimone di quest’impresa sportiva.

Pattinaggio di figura

Nel pattinaggio di figura le speranze di medaglia dell’Italia si sono fermate al sesto posto della coppia formata da Sara Conti e Niccolò Macii. I due azzurri hanno conquistato complessivamente 197,34 punti, frutto dei 72,88 punti del programma di corto e dei 124,46 del libero, nel quale peraltro hanno commesso alcune sbavature durante il salto.

La coppia formata da Lucrezia Beccari e Matteo Guarise, invece, si è classificata al nono posto, con un punteggio di 185,40.

Singolo Maschile

L’Italia del singolo maschile, invece, ha conquistato due pass per i Mondiali del prossimo anno, grazie a Nikolaj Memola e Gabriele Frangipani, rispettivamente nono e sedicesimo nella classifica finale. Memola, in particolare, è riuscito ad entrare nella top dieci nonostante una serie di problemi di circolazione, sopraggiunti dopo l’atterraggio a Montreal, che avevano fatto pensare all’azzurro di ritirarsi.

Frangipani, invece, ha dovuto accontentarsi della sedicesima piazza finale dopo due errori commessi nel quadruplo salchow e nel triplo lutz, che lo hanno portato ad un punteggio finale di 231 punti.

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