Jonas Vingegaard ribalta il Tour de France sul Col de Granon: dopo aver attaccato a tutto campo Pogacar sin sul Galibier, il capitano della Jumbo-Visma lo manda in crisi sul Granon. Vittoria di tappa e maglia gialla per il danese, lo sloveno perde 2’52”.

TOUR DE FRANCE, 11A TAPPA: VINGEGAARD DOMINA SUL GRANON, CRISI-POGACAR

La tappa che molti avevano segnato col circoletto rosso, ribalta in un lampo ogni singola gerarchia del Tour de France. Tadej Pogacar passa in un attimo da dominatore a vittima delle strategie della Jumbo-Visma, che ribalta la Grande Boucle con un grande lavoro di squadra e l’apoteosi di Jonas Vingegaard, nuova maglia gialla. Si sale subito, nei 151.7km da Albertville al Col du Granon, che viene affrontato per la seconda volta nella storia del Tour: i corridori affrontano Lacets de Montvernier (3.4km all’8.2%), Telegraphe (11.4km al 7.1%) e Galibier (17.7km al 7% e punto più alto del Tour) prima dell’ascesa finale ai 2.413m del Granon, con punte al 14% e pendenza media del 9.2% nei suoi 11.3km. La corsa si infiamma già al km zero, quando a sorpresa van der Poel e van Aert, “nemici” giurati, attaccano in tandem venendo poi raggiunti da Cattaneo: è il “saluto” di VDP a una Grande Boucle che non l’ha mai visto protagonista, e si chiuderà col suo ritiro a fine giornata. Da questo attacco si forma una maxi-fuga, con una ventina di corridori e WVA ancora protagonista: gli attaccanti guadagnano fino a nove minuti, salvo poi sfaldarsi sulle salite e venire riavvicinati progressivamente da un gruppo indemoniato.

La vera corsa, però, è dietro di loro, con una tappa percorsa a velocità folli sin dal Telegraphe: Primoz Roglic, oggi in versione gregario di lusso, attacca a metà salita e fa selezione, per poi dare un’altra fiammata prima di scollinare. Restano con lui solo Pogacar, Vingegaard e Geraint Thomas, e questo quartetto approccia il Galibier a ritmo sostenuto: la maglia gialla è messa sotto scacco dai rivali, costretta a rintuzzare ogni attacco sull’iconica salita, e brucia energie preziose. Da una fase di studio nasce un ricongiungimento, propiziato dal rientro di Soler, che poi porta al ritorno degli altri big. Ma Roglic e Vingegaard attaccano nuovamente e restano in otto, con quattro corridori della Jumbo: Pogacar, Yates, Thomas, Bardet, Vingegaard, Kruijswijk, Kuss e Roglic. Le successive rampe del Galibier portano a una nuova rottura del gruppo, tirato dall’olandese per Vingegaard, ed è qui che la Jumbo “vince” tatticamente: ferma van Aert dalla fuga e lo manda nel gruppetto con Roglic e altri big staccati per riportare sotto lo sloveno, che sarà prezioso sulla salita conclusiva, nel tratto di discesa/falsopiano. Mentre Barguil culla il (breve) sogno di vincere sul Col de Granon, la Jumbo sfreccia alle sue spalle e va a riassorbire tutti gli altri fuggitivi: tirano van Aert, Roglic e Kruijswijk, facendo selezione.

E, dopo gli scatti di Quintana (che va a riprendere il compagno) e Bardet, arriva la stilettata di Jonas Vingegaard: il danese attacca con una strepitosa rasoiata, Pogacar resta sul posto e rincula. La crisi dello sloveno è palpabile, il suo respiro affaticato e sfiancato dalle fatiche odierne: da venti secondi si passa a quaranta, da quaranta a un minuto, con un vantaggio che cresce e i rivali che superano e riprendono la maglia gialla. Il re si scopre nudo e, soprattutto, battibile, nella giornata dell’apoteosi del suo rivale. Sono i due volti del Granon, quello famelico di Vingegaard, che va a vincere la tappa e distruggere ogni rivale, e quello sofferente di Pogacar che va alla deriva: pochi istanti prima sorrideva alla telecamera, con aria di sfiga, pochi istanti dopo eccolo in enorme difficoltà. Jonas Vingegaard vince l’11a tappa del Tour e si prende la maglia gialla: secondo Quintana a 59”, terzo Bardet a 1’10”, seguito da Thomas  (1’38”), Gaudu (2’04”) e Yates (2’10”), mentre per veder arrivare Pogacar bisogna aspettare 2’51”. Crolla Vlasov (4’40”), sprofondano Mas (8’08”) e Pidcock (9’55”), arriva a 11’31” un sorridente Roglic, dopo aver lavorato da gregario ed essersi goduto il Granon a ritmo di crociera. Questo non è il suo Tour, dopo gli attacchi d’inizio stagione e la caduta nella tappa-Roubaix. E non è neanche il Tour di Caruso e Cattaneo, che arrivano a mezz’ora nel “gruppetto”.

TOUR DE FRANCE: VINGEGAARD IN GIALLO, LA NUOVA CLASSIFICA

Mentre Geschke mantiene la maglia a pois e van Aert ipoteca la maglia verde (304pti, con Jakobsen a 155 e Pogacar a 148), cambia la maglia gialla. La indossa ovviamente Jonas Vingegaard, un danese in testa nel Tour de France che partiva dalla Danimarca: il capitano (ormai indiscusso) della Jumbo-Visma guida con 2’16” su Bardet e 2’22” su Pogacar, scivolato da primo a terzo. Lo sloveno dovrà reagire domani, dimostrando che si è trattato solo di una crisi passeggera: vestirà la maglia bianca, che tanto gli ha portato bene nei suoi precedenti assalti al primato, quand’era un underdog.

Ma dal 2° al 7° sono tutti in lizza per il podio: Pogi precede Thomas (2’26”), Quintana (2’37”), Yates (3’06”) e Gaudu (3’13”). Sei corridori in 57” alle spalle della maglia gialla. Chiudono la top-10 Vlasov (7’23”), Lutsenko (8’07”) e Mas (9’29”): scivola in 14a posizione Roglic con 13’54” di ritardo, e chissà che non tenti una fuga nei prossimi giorni.

Domani si sale ancora, nei 165.1km da Briançon all‘Alpe d’Huez: si parte riaffrontando subito il Galibier dal versante (più facile) del Lautaret (23km al 5.1%), poi riecco il Telegraphe, il Col de la Croix de Fer (29km al 5.2%) e la temuta Alpe d’Huez coi suoi 13.8km all’8.1%. Assisteremo alla rivincita di Pogacar o al secondo atto del dominio di Vingegaard?

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Marco Corradi
31 anni, un tesserino da pubblicista e una laurea specialistica in Lettere Moderne. Il calcio è la mia malattia, gli altri sport una passione che ho deciso di coltivare diventando uno degli Azzurri di Gloria. Collaboro con AlaNews e l'Interista

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