Nel giorno del 37° anniversario, ripercorriamo la storia del primo oro olimpico femminile nella storia dello sci alpino azzurro: Paoletta Magoni.

Paoletta Magoni, oro ai Giochi Olimpici Invernali di Sarajevo 1984
Paoletta Magoni, oro ai Giochi Olimpici Invernali di Sarajevo 1984 (FONTE: https://www.ecodibergamo.it/stories/Sport/paoletta-)

UN’ASSEGNAZIONE A SORPRESA

Corre l’anno 1978, è il 18 maggio per la precisione. Ad Atene, durante l’80^ sessione del CIO, si discute per l’assegnazione della XIV edizione dei Giochi Olimpici Invernali.

Le tre città in ballottaggio sono: Sapporo, città ospitante delle Olimpiadi bianche solo sei anni prima, Goteborg e Sarajevo, la vera outsider. Dopo la prima sessione di voto, Sapporo risulta essere la favorita, pur non raggiungendo la maggioranza assoluta. Alla fine, a sorpresa, sarà la capitale odierna della Bosnia-Erzegovina ad aggiudicarsi l’Olimpiade 1984.

Saranno dei Giochi Invernali molto particolari, quelli che sarebbero disputati a Sarajevo. La Guerra Fredda era nel pieno del suo svolgimento e gli incidenti diplomatico-politici erano all’ordine del giorno tra il blocco sovietico e quello americano. Al boicottaggio statunitense di Mosca 1980, l’URSS risponderà non inviando alcuna delegazione a Los Angeles 1984.

La speranza di riconciliazione sarebbe spettata tutta a Sarajevo. Così non sarà. In ogni caso, i Giochi sarebbero stati, col senno di poi, un successo di organizzazione e di pubblico, seppur caratterizzate dal maltempo. Ma sarà proprio quel maltempo a favorire l’ingresso di una giovane ragazza, di soli 19 anni, nell’Olimpo dello sport azzurro.

PAOLETTA MAGONI: UN ORO INASPETTATO

Paola Magoni nasce a Selvino, nel bergamasco, il 14 settembre 1964. Sin da adolescente, mise sotto la luce dei riflettori tutto il suo talento, aggiudicandosi, appena quindicenne, la medaglia di bronzo agli Europei juniores di Madonna di Campiglio. Nei due anni successivi, il livello delle sue discese salirà, conquistano l’argento agli Europei juniores di Skofja Loka ed oro nella combinata, durante la prima edizione dei Mondiali juniores.

Ma se sino ad allora, si parlava di Paola Magoni come uno dei maggiori prospetti del panorama sciistico nazionale, sarà l’Olimpiade di Sarajevo a consegnare alla leggenda il suo nome.

La data da segnare sul calendario è quella del 17 febbraio 1984. Di scena, pronte a gareggiare, le protagoniste dello slalom speciale femminile. Tra di esse, anche la giovanissima Paola Magoni, ancora 19enne. Paoletta, come fu teneramente soprannominata all’epoca, non era annoverata tra le favorite per la medaglia.

In Coppa del Mondo, d’altronde, l’azzurra non è mai andata oltre una 5^ posizione. Eppure, sottovoce, tra gli addetti ai lavori italiani, qualcosa s’inizia a dire: “La ragazza c’è, ha grinta. Diamogli un occhio di riguardo”.

Si scambiano parole, sguardi. Ma mai una dichiarazione, mai una frase fuori posto. Se fossero rose, sarebbero fiorite. Non si voleva caricare di responsabilità una ragazza così giovane, alla prima esperienza olimpica.

L’ora X sta per scattare. Tra la nebbia del Monte Igman, parte la prima manche. Al termine, cinque atlete sono racchiuse in soli 17 centesimi, partendo dalla francese Christelle Guignard. Magoni è 4^ con 14 centesimi di ritardo.

La nebbia si fa sempre più fitta e le condizioni per scendere si fanno sempre più difficili. Paoletta sa che, tra le mani, ha un’occasione più unica che rara. Deve giocarsi il tutto per tutto. C’è bisogno della prestazione perfetta.

Le avversarie scendono, cadono. Tocca a Paoletta. Il momento di scrivere il proprio nome nella storia è arrivato. La bergamasca scende, elegante, sinuosa ma allo stesso tempo cattiva, determinata. Il cronometro si ferma ad 1:36:47. Non la passerà più nessuno. Con 91 centesimi di vantaggio su Perrine Pelen, Paoletta Magoni aveva compiuto un’impresa: era la nuova campionessa olimpica di slalom speciale.

Paoletta Magoni era entrata di diritto nella leggenda dello sport azzurro. Sarà la sua vittoria più grande e prestigiosa in carriera, una carriera che, per vari motivi, deciderà di concludere a soli 24 anni. Ma Paola Magoni sarà sempre Paoletta, la protagonista assoluta di Sarajevo 1984.

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Gabriele Stragapede, 24 anni. Laureato nella facoltà CIM (Comunicazione, Innovazione e Multimedialità) dell'Università di Pavia. Aspirante giornalista sportivo ed attualmente editore per Azzurri di Gloria. Appassionato di calcio e di wrestling, scrive di tutto, un po'.

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